Mafia/ Mancino: "Nessuno mi ha mai parlato del papello"
"Se il cosiddetto 'papello' contenente le richieste della mafia per alleggerire l'offensiva contro lo Stato e' stato consegnato, tramite Vito Ciancimino, al colonnello Mori, e' quest'ultimo che deve dire a chi l'ha consegnato, sempre che sia stato consegnato a qualcuno che aveva responsabilita' istituzionali politiche o dei vertici dell'ordine pubblico o dei servizi". Cosi' il Vice Presidente del Csm Nicola Mancino in una nota torna sui misteri del "papello". "A me di certo - prosegue Mancino -, ne' Mori ne' alcun altro, lo ha consegnato ne' me ne ha mai parlato, come del resto ho chiarito in tutte le sedi, anche giudiziarie".
"Nel merito - aggiunge il Vice Presidente del Csm -, al tempo della mia responsabilita' di Ministro dell'Interno nessuna - proprio nessuna - di quelle richieste e' stata accolta, neppure inavvertitamente. Si e' rafforzata la scelta di contrastare la mafia, di non darle tregua : trasporto all'Asinara e a Pianosa dei piu' pericolosi detenuti; 7 mila militari a disposizione sul territorio della Sicilia; 41 bis applicato con determinazione; nessuna legge di contrasto alla mafia abrogata o modificata; DIA entrata in funzione con due anni di anticipo. Vorrei anche ricordare che il maxiprocesso pote' avere una conclusione grazie a una legge sui termini di prescrizione che reca la mia prima firma come senatore (legge n. 29 del 17.2.1987)". "Il mio nome comparirebbe in un carteggio aggiuntivo (quasi illeggibile) - afferma ancora Mancino - che si assume consegnato dal figlio di Ciancimino ai magistrati di Palermo. Ma Ciancimino figlio, in una recente dichiarazione (25 settembre, Radio 24), cosi' precisa : 'Non ho nulla da rimangiarmi su Nicola Mancino che mi ha querelato. Quando si voleva aprire un canale per la trattativa era stato fatto il nome suo e di un altro ministro. Che poi mio padre non trovo' in Mancino l'interlocutore che voleva ...'"



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