Mafia, De Benedetti nel mirino: "E' contro Berlusconi"
![]() Il pentito Giovanni Brusca |
I discorsi fra Giovanni Brusca, la moglie e i cognati Gioacchino e Salvatore Cristiano, secondo La Stampa risalgono al 19 agosto 2010. Dal tono si capisce una certa affezione per l'attuale compagine governativa e quindi qualche avversione per personaggi come ad esempio Gaspare Spatuzza, il pentito che ha testimoniato al processo Dell'Utri raccontando la sua versione su un presunto coinvolgimento del senatore e del presidente Berlusconi nelle vicende mafiose.
Giovanni Brusca spiega ai cognati la reticenza di Spatuzza che "non è che ha riconosciuto uno dei servizi segreti", ma ha detto "mi sembra". Quanto basta a introdurre il sospetto di un coinvolgimento dei servizi nelle stragi del ‘92. Cosa falsa, dice il pentito.
A quel punto i cognati, Gioacchino e Salvatore, auspicano un qualche intervento dall'alto: "Uno gli dovrebbe dire a Berlusconi... un giornalista a Brusca com'è che non glielo mandi? Che lo vogliono fottere a lei!". Ciò che si capisce è che qualche testata ha fatto richiesta di poter intervistare il collaboratore, ricevendo un diniego senza che Brusca fosse stato avvertito: "Perché non me l'hanno domandato"? Per provare la presunta censura, il pentito si rivolge alla moglie e la invita a raccontare ai fratelli: "Digli per Bruno Vespa... quanto ci ha messo per avere l'autorizzazione»? E lei: «Subito, in un giorno". Poi non se ne fece nulla, perché Brusca - sembra - si tirò indietro. Ma cosa vorrebbe raccontare Brusca adesso?
Per esempio: "... mi potrebbe chiedere come mai volevate uccidere a Di Pietro"? Ai cognati, increduli, conferma: "Volevamo uccidere Di Pietro... così per fare confusione". Perché alla mafia "non ce ne fotteva di Di Pietro", semmai "avrei motivo di uccidere no a Di Pietro ma a De Benedetti... perché ... quello che era quindici anni, vent'anni fa è ancora oggi... la guerra non è fra Berlusconi e questi della sinistra! La guerra è tra Berlusconi e De Benedetti...". I magistrati di Palermo hanno, in seguito, approfondito questo tema con Giovanni Brusca, nel corso di alcuni interrogatori avvenuti nello scorso mese di febbraio.



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