Mafia/ Confiscati 20 mln ai 'signori della droga'
La Squadra Mobile della Questura di Messina ha confiscato beni mobili e immobili per 20 milioni di euro ai boss del clan Mangialupi di Messina, considerati i "signori della droga" ma che gestiscono anche usura, estorsioni e rapine.
Il provvedimento della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale riguarda i cinque fratelli Trovato: Antonino, Salvatore, Franco, Giovanni ed Alfredo. Il patrimonio, già sequestrato il 12 maggio 2009, è composto da 24 immobili, 5 terreni, 9 autovetture, 6 motocicli e i beni aziendali di due società oltre a numerosi rapporti bancari.
Il potente clan legato alla 'ndrangheta calabrese - secondo la Dda - riciclava i proventi delle attività illecite attraverso la partecipazione alle aste giudiziarie offrendo perfino il doppio rispetto alle basi d'asta. Per l'intestazione poi dei beni immobili utilizzavano parenti e prestanome. Proprio nel corso del sequestro dei beni, il 12 maggio 2009, all'interno di un appartamento sul centralissimo viale San Martino erano stati scoperti dai poliziotti quasi 4 chili di cocaina pura, 175 grammi di eroina e materiale da taglio acquistati dalle 'ndrine della Locride ed all'interno di un vicino appartamento la somma in contanti di poco più di un milione di euro.
In flagranza erano stati arrestati i fratelli Claudio e Maurizio Cutispoto, considerati "le teste di legno" dei boss Trovato. Nei mesi successivi rinvenuti in un altro casolare altri 4 chili di droga e un micidiale arsenale. Il boss Antonino Trovato è già stato rinviato a giudizio con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di un ingente quantitativo di droga e ricettazione di un ingente somma di denaro ritenuta provento dell'attivita' di traffficante. Insieme a lui sotto processo, davanti ai giudici della seconda sezione del Tribunale, anche i fratelli Maurizio e Claudio Cutispoto.



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