Mafia/ Quanto hanno sborsato le Procure e la RAI per le testimonianze e le comparsate di Ciancimino? L'analisi
Di Pietro Mancini
Massimo Ciancimino ha accusato Marcello dell'Utri e il Cavaliere di avere stretto legami con la mafia. Diceva che "Forza Italia" era nata con l’appoggio dei boss. Giovedì Ciancimino è stato arrestato: falsificava le testimonianze e i "pizzini" del padre, don Vito, mafioso di rango, il più screditato sindaco di Palermo del secolo scorso. Mentiva.
Giovedì, ad "Annozero", Michele "Sant'oro" - che ha dedicato alle sue balle intere puntate, e Marco Travaglio-che sulle accuse poco credibili di Ciancimino ha letto e ha scritto tanti editoriali e diversi capitoli dei suoi libri- hanno tentato di nascondere ai telespettatori la clamorosa notizia, concentrati, per l'ennesima volta, a mitragliare Berlusconi sull'"affaire Ruby-Minetti", con la collaborazione dell'immancabile Italo Bocchino. E' stato Maurizio Belpietro, direttore di "Libero", a sollevare il caso, mettendo in imbarazzo i due amiconi. Tutto fango. Tutte balle. Chiederanno scusa i due giornalisti? E possiamo sapere chi c’è dietro Ciancimino, figlio del mafioso don Vito? Perché lo faceva?
La Procura di Caltanisetta, guidata da Sergio Lari, allievo e amico di Falcone, magistrato esperto e scrupoloso, già da tempo, aveva bocciato e messo sotto inchiesta Ciancimino junior. E la decisione della Procura di Palermo, da una parte, avvalora le fondante convinzioni delle toghe di Caltanisetta, ma nel contempo brucia l'inchiesta nissena. Il barbuto procuratore aggiunto "caselliano" di Palermo, Antonio Ingroia, adesso sostiene la singolare e discutibile teoria che Ciancimino sarebbe credibile,ma solo un po'...
Ai contribuenti interessa sapere quanto lo Stato, sinora, ha sborsato per pagare i viaggi di don Massimo da Bologna, dove abita con la famiglia, a Palermo e a Caltanisetta,e per i soggiorni negli alberghi, in occasione delle testimonianze ai processoni, in primis quello, kafkiano, contro il generale Mori.
L'alto ufficiale dell'Arma dei carabinieri è finito sotto inchiesta, dopo aver ammanettato Totò Riina. E, paradossalmente, martedì prossimo, Ciancimino tornerà nel "Palazzo dei veleni" palermitani, presentandosi nella veste di incerto e discusso aspirante collaboratore di giustizia.
E una domanda va fatta anche a "Morfeo" Garimberti e a Mauro Masi, presidente e direttore generale della RAI. Per le numerose puntate di "Annozero", a cui l'aspirante "pentito" è intervenuto come "superospite", ossequiato e riverito come la Madonna Pellegrina, l'azienda di viale Mazzini quanto del denaro, versato dagli utenti con il canone, ha dovuto sborsare per assicurare i compensi all'uomo, che è finito in cella, ma solo dopo aver calunniato l'ex Capo della Polizia, De Gennaro ?
Prima di dare il "disco verde" a "Sant'oro", Masi e il direttore di RAI2, Massimo Liofredi, non avrebbero potuto, anzi dovuto telefonare al Capo della Procura di Caltanisetta per sapere se Ciancimino fosse il nuovo oracolo di Delfi, oppure un furbone, che sperava, e continua a sperare, in un salvacondotto dei magistrati anti-mafia e anti-premier, che gli permettesse di mettere al sicuro, e godersi, il mega-tesorone paterno ?



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