Mafia/ Il giudice Caselli ad Affaritaliani: "L'Italia è il paese dell'incertezza. La procura deve indagare"
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Papelli, 007 con la faccia da mostro, accordo segreto tra Stato e Mafia. Dopo tanti anniversari celebrati quasi in sordina, nella diciassettesima ricorrenza l’eccidio di via D’Amelio, nel quale furono trucidati Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta, 57 giorni dopo la strage di Capaci che uccise Giovanni Falcone, sua moglie e tre uomini della sicurezza, le stragi tornano a fare rumore. Non tanto tra i cittadini e la cosiddetta "società civile" che nel ’92 diede ben altri segnali di ribellione al terrorismo mafioso, quanto nei palazzi di giustizia e della politica, come nei mass media.
Le indiscrezioni su svolte vere o presunte nelle indagini riaperte, il racconto di Ciancimino junior su un accordo tra suo padre e lo Stato e ancora il giallo delle spie coinvolte nelle stragi, hanno suscitato molte reazioni. Tra queste anche quelle di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra. Il quale dal fondo del carcere in cui è rinchiuso ha puntato il dito accusando lo Stato dicendo: "L'ammazzarono loro". Affaritaliani ha intervistato il magistrato Giancarlo Caselli per capire che cosa ne pensa sulla riapertura delle indagini sulle stragi di Capaci e D'Amelio.
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Riina accusa lo Stato della morte di Borsellino. Ma Mancino sostiene che lo Stato disse no al patto con Cosa Nostra. Quindi il patto c'è stato davvero. Magistrato Caselli che cosa ne pensa?
Ne penso molto poco nel senso che i misteri di questo paese non finiscono mai. Non c'è certezza. Resto perplesso in attesa di capire meglio.
Secondo lei lo Stato copriva la mafia? Esiste davvero un papelo nascosto da Ciancimino?
Così si legge. Le ripeto sono molto perplesso e francamente un filo dubbioso sia per quello che è venuto fuori sulle ipotesi sia sul contrario. Che sia vero o non vero in un paese dove accade di tutto starei molto attento prima di prendere una posizione precisa. Resto perplesso
Ma per lei il caso dello 007 può essere una montatura per spostare l'attenzione dalla Mafia?
Infatti. Anche tutta la vicenda dell'agenda rossa insomma...come si fa ad avere certezze. E' una vita che in questo paese si hanno poche certezze. Si rischia di fare fantapolitica ed essere poco seri. E' il nostro è un luogo dove la fantapolitica conta... Teoricamente è tutto questo, ma avere certezze è velleitario
Ma secondo lei bisogna tenere conto e in considerazione le parole di Totò Riina e degli altri pentiti?
La magistratura ha riaperto l'inchiesta...vedremo
Ma un magistrato si deve fidare?
No non ci si fida per definizione. E la magistratura vuole e deve approfondire.
Floriana Rullo



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