Mafia, sequestrati 2 milioni a un imprenditore
La Direzione investigativa antimafia di Agrigento ha posto sotto sequestro un consistente patrimonio, valutabile in oltre 2 milioni, riconducibile all'indiziato mafioso Salvatore Paci, 61enne di Campobello di Licata, imprenditore ritenuto organico a cosa nostra agrigentina e strettamente legato all'ex latitante mafioso, catturato in Francia, Giuseppe Falsone, capo di Cosa nostra agrigentina.
Tra i beni sequestrati, aziende attive nel campo dei lavori edili e stradali, diversi immobili e appezzamenti di terreno, una cava di inerti utilizzata quale discarica di rifiuti solidi urbani, conti correnti, polizze assicurative e veicoli.
L'imprenditore Salvatore Paci nel 1992 era stato rinviato a giudizio dal Gup di Caltanissetta, insieme ad alcuni imprenditori di Agrigento e Caltanissetta, per associazione per delinquere aggravata finalizzata alla turbativa della liberta' degli incanti; nel 1994, sottoposto a indagini da parte della procura di Trento per il reato di riciclaggio, era stato arrestato.
Il 26 marzo 2010, nell'ambito dell'indagine antimafia "Apocalisse", era stato nuovamente tratto in arresto, con altre sette persone, per associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e riciclaggio aggravato, subendo la condanna, il primo marzo 2011, a 4 anni di reclusione per intestazione fittizia di beni aggravata dall'avere favorito cosa nostra e per riciclaggio.
Accertata l'esistenza di legami tra Paci e alcuni esponenti di Cosa nostra agrigentina, tra i quali Giuseppe Falsone, gia' capo della provincia mafiosa di Agrigento, ex latitante catturato in Francia nell'ottobre 2010. Un collaboratore di giustizia, molto vicino al Falsone, ha dichiarato tra l'altro che quest'ultimo era socio nell'impresa che gestiva la discarica di rifiuti solidi urbani a Campobello di Licata, la La.e.s. srl, oggetto del sequestro di oggi; dichiarazioni riscontrate anche attraverso il rinvenimento di documentazione all'interno dei covi utilizzati dall'allora latitante.
Altri collaboratori di giustizia hanno descritto, gia' sin dagli anni Novanta, i rapporti stabili dell'imprenditore con le famiglie mafiose agrigentine. Il provvedimento ha interessato le imprese, tutte con sede a Campobello di Licata, La.e.s. - Lavori edili e stradali srl, la Giobean srl unipersonale, e la T.p.l. di Paci Angelo & c. snc; 33 auto, diversi conti correnti, libretti a deposito e polizze assicurative, 41 terreni nella provincia di Agrigento e una cava di inerti.



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