Giro di squillo nei centri benessere. Maestra si prostituiva per arrotondare

Si nascondevano dietro i massaggi thailandesi. Ma in realtà erano protagoniste di un grosso giro di prostituzione che coinvolgeva circa 600 clienti. Il tutto in cinque centri benessere della provincia di Brescia. Nel pacchetto delle loro offerto c'erano messaggi rilassanti, a quattro mani, "Anaconda" e "profondo".
Ma le massaggiatrici erano in realtà lavoratrici che volevano arrotondare il loro stipendio da dipendenti, fornendo prestazioni erotiche a pagamento. Tra le squillo scoperte nei centri benessere tante insospettabili: una maestra delle elementari, un tecnico di laboratorio, un'istruttrice di palestra e due operaie, che si erano licenziate dalla fabbrica nella quale lavoravano per andare alla ricerca di compensi più alti.
Il meccanismo prevedeva che il 40% del denaro per i "massaggi" fosse trattenuto dalle donne, mentre il resto se lo intascavano i gestori dei centri benessere. Il giro è stato scoperto dagli inquirenti grazie alla testimonianza di una ragazza. Gli investigatori si erano già insospettiti per il vorticoso aumento di centri benessere in tutta la zona di Brescia e dintorni e avevano deciso di vederci chiaro, capendo se sotto tali attività si celava qualcosa d'altro.
Tra l'altro i centri wellness avevano attuato un colossale sistema di evasione fiscale. Alcuni di questi erano stati aperti con l'etichetta di "associazioni culturali", così da non dover assolvere agli oneri fiscali. Secondo i pm Eliana Dolce e Leonardo Testi si è verificata un'evasione fiscale di oltre un miliardo e mezzo di euro.
I cinque centri coinvolti nel giro di prostituzione sono stati chiusi. Sono state disposte sette ordinanze di custodia cautelare, di cui quattro in carcere, ai danni dei proprietari dei centri wellness. Altre persone denunciate a piede libero per favoreggiamento della prostituzione. Sono stati identificati anche 100 dei circa 600 clienti degli esercizi commerciali.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































