Lucravano sui parenti morti. Quattro arresti e 79 denunce in tutta Italia

Un'insegnante della provincia di Messina che riscuoteva dal 1999 la pensione della madre deceduta; un'imperterrita tutrice che dal 1986 ogni mese e' andata allo sportello a ritirare la pensione spettante a un familiare defunto; un ex vigile in Romagna che prelevava da un libretto postale i suoi emolumenti pensionistici e quelli della madre defunta dal 2007. Sono alcuni dei 'furbetti' scovati dalla Guardia di Finanza i cui controlli hanno portato alla denuncia di 79 truffatori e quattro arresti in flagranza per aver incassato illecitamente 8 milioni di euro; oltre un milione e' stato recuperato dalla Gdf con il sequestro delle giacenze sui conti. Le indagini proseguono sul piano patrimoniale per operare altri 'sequestri per equivalente'.
Il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza in stretta collaborazione con l'Inpdap, ha sviluppato un'analisi di rischio per individuare i casi di persone che si sono sostituiti a pensionati defunti ed hanno continuato a percepire i relativi emolumenti. L'analisi è stata condotta sull'intero territorio nazionale ed ha preso in considerazione 2.700.000 posizioni pensionistiche, vale a dire la complessiva platea di pensionati gestisti dall'Inpdap.
"Sono così stati stanati -spiegano alle fiamme gialle- coloro che da prima del 2008 si erano sostituiti ai defunti, mettendo in atto condotte di truffa ai danni della collettività continuate per anni. Il campione preso in considerazione ai fini degli interventi operativi è stato, quindi, depurato di tutte quelle situazioni che potevano essere ricondotte, già in sede di analisi, a posizioni suscettibili di approfondimento e definizione sul piano amministrativo per disguidi, ritardi ecc". Le indagini "sono tuttora in corso per far emergere le posizioni di coloro che hanno posto in essere condotte analoghe con riguardo a persone defunte dopo il 2008".
Il 16 gennaio è scattata l'operazione delle Fiamme Gialle. "I truffatori - pronti come ogni mese a riscuotere le pensioni - hanno trovato ad aspettarli in banca o negli uffici postali i finanzieri. Le pensioni, i libretti postali, i conti correnti sono stati sequestrati. 79 persone sono state denunciate, di cui 4 tratte in arresto in flagranza".
"Il danno accertato è di circa 8 milioni di euro. Oltre un milione di euro -prosegue la Guardia di Finanza- è stato però già recuperato con il sequestro delle giacenze sui conti. Le indagini proseguono ulteriormente sul piano patrimoniale per operare altri sequestri per equivalente". I casi scoperti portano alla luce uno spaccato sociale variegato, con situazioni assai differenti fra loro: una insegnante, della provincia di Messina, che riscuoteva, dal 1999, la pensione della madre deceduta; un'imperterrita tutrice, che sin dal 1986, ogni mese, è andata allo sportello a ritirare la pensione spettante ad un familiare defunto; la moglie di un professionista, residente in provincia di Avellino, che dal 2005 incassava la pensione di reversibilità della defunta madre; un conto corrente intestato alla de cuius, sul quale veniva accreditata la pensione, che puntualmente i figli, uno dei quali avvocato in provincia di Roma, "ripulivano".
E ancora: "un ex vigile urbano in Romagna che prelevava da un libretto postale i suoi emolumenti pensionistici e quelli della madre defunta dal 2007; un dipendente pubblico in provincia di Trapani, che si recava allo sportello a riscuotere la pensione della madre defunta, assentandosi senza permesso dal proprio posto di lavoro; un disabile della provincia di Roma che, probabilmente, ha utilizzato l'espediente di riscuotere la pensione del genitore defunto, per integrare la minima pensione di invalidità di cui è legittimo titolare".



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