Love Parade, l'accusa: il rave poteva ospitare solo 300mila persone

Martedì, 27 luglio 2010 - 11:00:00

L'INTERVISTA

Filippo Giunta (Organizzatore Rototom) ad Affaritaliani.it: "Vietare i rave non è la soluzione. Noi andiamo in Spagna perchè le forze dell'ordine non collaborano"

L'ultima notizia è che la Love Parade, la festa techno dove sabato sono morti 20 giovani in una ressa, aveva ottenuto l'autorizzazione a ospitare solo 250mila persone. Un documento delle autorità locali secondo cui il festival di musica rave organizzato nella città di Duisburg non poteva accogliere più di 250mila persone (e invece ne arrivarono un milione e 400mila, secondo gli organizzatori) perchè le misure di sicurezza anti-incendio e di risposta in caso di emergenza erano del tutto insufficienti. Il documento fu inviato il 21 luglio alla societaàorganizzatrice del festival.

LA VITTIMA E LE ACCUSE DELL'AMICA FERITA - Diciannove le vittime schiacciate nella calca, tra cui l'italiana Giulia Minola, 21enne di Brescia, che stava girando l'Europa con un'amica. È la torinese Irina Di Vincenzo, 21enne, rimasta ferita in modo lieve. "Ho molto da raccontare, e soprattutto da denunciare, ma ora proprio non me la sento - ha detto -. Quando ne avrò le forze dirò tutto, come ho già fatto con la polizia criminale in Germania". Irina ha spiegato che mentre nel tunnel si moriva "altrove si ballava ancora e io non me ne accorgevo". Ha scritto un sms agli amici per rassicurarli: "Sto bene e sto tornando a casa insieme ai miei genitori". Però poi racconta come ha perso di vista Giulia: "È successo tutto in un minuto. C'era talmente tanto casino... un inferno. È stato un momento di panico collettivo, non si poteva andare né avanti né indietro. Chi era dietro spingeva e davanti la strada era bloccata. Poi la situazione è degenerata quando io e Giulia eravamo tra il secondo e il terzo tunnel. C'erano delle scale che salivano sul tunnel e che servivano da sfogo, ma la polizia le ha chiuse".


La giovane italiana morta a Duisburg
LE IMMAGINI

LA DENUNCIA - "Aver convogliato migliaia di persone in un vicolo cieco senza vie di fuga e claustrofobico è stato un gravissimo errore. Ma ancora più grave - dice Irina -‚ stato non avervi posto rimedio, mentre si creavano le condizioni per la tragedia. Le persone si accumulavano eppure il flusso non è stato arrestato o diretto altrove. Voglio denunciare cosa è accaduto - dice ancora - perché‚ gli organizzatori imparino la lezione". Invece, racconta, mentre nel tunnel si moriva "altrove si ballava ancora e io non me ne accorgevo".

APERTA L'INCHIESTA - La Procura di Duisburg ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Sulla questione della sicurezza, completamente fallita, infuriano polemiche e accuse. Molti, già prima della parata, avevano criticato in Rete l'idea del tunnel e in qualche modo previsto la tragedia. Come MadCat, citato dalla Bild: «230mila metri quadrati per, diciamo, 460mila persone fa mezzo metro a testa. Se per qualche ragione si scatena il panico, ci saranno morti, e non pochi». Le autorità avrebbero sottostimato la partecipazione, ma i sindacati di polizia alzano subito le difese dato che da giorni lamentavano una carenza di organico e di mezzi. L'area dove si svolgeva il concerto «poteva accogliere oltre 300mila persone, ma non è mai stata piena», ha sostenuto in conferenza stampa Wolfgang Rabe, capo dell'unità di crisi. Secondo gli organizzatori, la Love Parade ha richiamato nel corso dell'intera giornata circa 1,4 milioni di persone. Per Rabe, le «sole cifre attendibili» sono quelle relative alle persone arrivate via treno, che alle 14 risultavano essere 105mila. In ogni caso per tutto il giorno le tv tedesche hanno mostrato immagini drammatiche di disperazione, incredulità e rabbia della gente. Molti gli interrogativi e i dubbi ma anche le critiche e le accuse: perché una sola entrata, dal tunnel? Perché l'area era recintata? Che responsabilità ha la polizia, accusata da diversi testimoni di non saper gestire la situazione? Inoltre resta un giallo il numero dei partecipanti.


LE VITTIME
LE IMMAGINI

POLIZIA E ORGANIZZAZIONE SI ACCUSANO A VICENDA - Polizia, organizzatori e amministrazione comunale si rimpallano le accuse. Il presidente del sindacato nazionale di polizia Rainer Wendt ha puntato il dito contro le autorità di Duisburg ritenendole responsabili della tragedia per aver voluto organizzare comunque la manifestazione in una città «troppo piccola» e in un'area «inadeguata». Così come il responsabile locale dei pompieri, che aveva avvertito il sindaco degli stessi problemi. Aspre critiche alla polizia di Duisburg, che ha drammaticamente sbagliato le stime dell'affluenza: mezzo milione di persone, poco, sottolinea lo Spiegel, rispetto alle precedenti edizioni. A Dortmund nel 2008, evidenzia il magazine tedesco, i partecipanti erano stati oltre 1,6 milioni, un dato peraltro in linea con le precedenti Love Parade. E, sottolinea ancora Spiegel, sul campo sono stati schierati solo 1.200 poliziotti, a fronte di quasi un milione e mezzo di partecipanti.

IL DOLORE DEL PAPA - "Ricordo nella preghiera i giovani che hanno perso la vita". Con queste parole il Papa, parlando dopo l’Angelus ai pellegrini tedeschi presenti nel cortile della residenza estiva di Castelgandofo, ha espresso «profondo dolore» per la tragedia di Duisburg. «Cari fratelli e sorelle - ha detto il Pontefice iniziando in italiano la sua riflessione su questo tragico evento - ho appreso con profondo dolore della tragedia avvenuta a Duisburg in Germania in cui sono rimasti vittime numerosi giovani. Ricordo al Signore nella preghiera, i defunti, i feriti e i loro familiari». Al nostro misericordioso Padre Celeste affido oggi in particolare - ha detto Benedetto XVI nei saluti in tedesco - i giovani che ieri a Duisburg hanno perso la vita in modo tragico». «Per i loro parenti e amici che si trovano nel dolore, come pure per i molti feriti, chiedo il conforto e la vicinanza dello Spirito santo», ha aggiunto.

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