Louise, la donna condannata a ricordare ogni istante della vita

Sabato, 8 gennaio 2011 - 11:00:00

Louise Owen donna ricorda tutto
Louise Owen
Questa è la storia di Louise Owen, una 37enne newyorkese che di professione fa la violinista. Il suo è un caso clinico unico al mondo. E' condannata, dalla nascita, a ricordare ogni istante della sua vita. Non dimentica nulla: un compleanno, un evento, la scena vissuta un determinato giorno, ma anche i dolori, le perdite, gli insuccessi.

Non è mai successo, d'altra parte, che mancasse a un appuntamento o che durante un concerto le sfuggisse qualche nota. Louise, si legge sulla Stampa, ha quella che si dice "memoria autobiografica superiore" o ipertinesia, una condizione che le permette di ricordare ogni attimo vissuto come se fosse accaduto pochi secondi prima.

Louise è come un vero e proprio "archivio umano" di informazioni, che ha iniziato a registrare gli eventi appena nato. "Ho tantissimi ricordi vividi di quando ero una bambina molto piccola. Ma credo di aver capito che la mia memoria autobiografica è insolita – racconta - quando avevo 12 anni. Era il 22 marzo 1986 nella settimana di Pasqua e sono andata a trovare mia nonna. Lei mi ha dato un calendario dove c’erano delle fotografie bellissime per ciascuna delle 52 settimane. Allora ho iniziato a scrivere sul calendario i compleanni di amici e familiari. Li ricordavo tutti. Poi mi sono accorta di poter addirittura scrivere a ogni data quello che era successo l’anno prima. E ho iniziato a scrivere tutto dal 1 gennaio in poi".

IL PRIMO RICORDO - La nonna rimase più che sorpresa, e non capiì come fosse possibile che la nipotina ricordasse tutto. "Quando lei mi ha detto che la maggior parte della gente non ricorda gli eventi di ogni giorno della loro vita – dice Louise - mi resi conto per la prima volta che la mia memoria funzionava in modo diverso". Se infatti chiediamo a Louise una data casuale, dal 1985 in poi, lei ricorda perfettamente quale giorno della settimana era e quello che ha fatto in ogni istante della giornata. "Ricordo se c’era il sole o la pioggia e le notizie che ho ascoltato al tg o che ho letto sul giornale", aggiunge.

VIAGGI NEL TEMPO - Louise definisce i suoi tuffi nel passato come viaggi nel tempo. "Se qualcuno parla di uno dei giorni degli ultimi 25 anni - dice Louise - viaggio immediatamente nel tempo e ricordo vividamente gli eventi e le emozioni che ho provato quel giorno, con la stessa immediatezza, come se fosse successo pochi istanti prima anziché tanti anni addietro". Tutto senza sforzi. "Per me è come un gioco mentale – spiega - che faccio con me stessa, pensando a quello che è successo in un giorno particolare per quanto lontano sia il ricordo. Per esempio, l’altro giorno mentre stavo camminando per Central Park, ho iniziato a pensare automaticamente a cosa ho fatto un anno fa, il 30 dicembre. Poi a cosa ho fatto due anni prima. Poi tre anni prima fino a ritornare indietro nel 1985".

A VOLTE E' UNA MALEDIZIONE - Ma volte più che un dono, la memoria autobiografica di Louise si trasforma in una maledizione. "Ci sono momenti – racconta - in cui mi piacerebbe dimenticare alcuni degli eventi più dolorosi della mia vita. Se qualcuno parla di una semplice data dolorosa del mio passato, rivivo immediatamente il dolore di quella giornata. Ad esempio, rivivo la rottura di una relazione o una delusione lavorativa proprio come se fosse accaduto ieri anziché l’anno prima o addirittura 15 anni prima".

Ma Louise ha trovato un modo tutto suo per difendersi. Cerco di non soffermarmi sui ricordi brutti. Il mio passato, con i suoi eventi dolorosi, è sempre lì - dice - ma mi sforzo cercando di focalizzare la mia attenzione sulle parti belle della mia vita. Ora il mio scopo è quello di riempire il “database della mia memoria” solo di ricordi positivi. Così, anche se i ricordi dolorosi non scompaiono, i ricordi felici sicuramente superano quelli tristi".

AGENDA POST EVENTO - Pur avendo una memoria di ferro, Louise è prima di tutto una single newyorkese alle prese ogni giorno con la vita frenetica della Grande Mela. Quindi, le capita a volte che qualcosa sfugga dalla sua testa. "Per questo anch’io uso un’agenda come fanno molte persone – dice - anche se spesso finisco per scrivere i miei appuntamenti solo dopo che sono già accaduti!"

 

 


 

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