Gran Bretagna, c'è il quinto morto per gli scontri. Vanetino Rossi: "Sono con i contestatori"
"Sono con i contestatori": Valentino Rossi si schiera dalla parte dei protagonisti dei disordini che hanno colpito numerosi quartieri di Londra ed altre città della Gran Bretagna, in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. "La polizia dovrebbe dare una mano e risolvere i problemi, non mettersi a menare la gente e uccidere dei ragazzi. Se c'è questo casino, forse il perché sta proprio nel comportamento delle forze dell'ordine", ha dichiarato il centauro della Ducati. Che però in serata si è corretto: "Non è vero che sto con i ribelli". "Il poliziotto ha usato la violenza e questo non va bene - spiega Rossi - ma da quello che si vede tanta gente ha preso la palla al balzo per distruggere Londra, entrare nei negozi e rubare. Non e' vero che sto con i ribelli, ma la violenza e' sempre un errore".
Le prime violenze erano scoppiate nella notte fra sabato e domenica nel quartiere multietnico di Tottenham, dopo una manifestazione convocata per protestare contro la morte di Mark Duggan, pregiudicato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Le circostanze della sparatoria sono al momento oggetto di un'inchiesta: secondo alcune fonti di stampa britanniche infatti gli agenti dell'unità speciale armata avrebbero aperto il fuoco senza essere stati precedentemente attaccati.
NOTTE TRANQUILLA, QUINTO MORTO - Anche se la notte scorsa è sembrata relativamente tranquilla in Gran Bretagna, al pari della precedente ma al contrario delle quattro a essa anteriori, i disordini che da sabato scorso hanno funestato le principali citta' del Regno Unito hanno reclamato la quinta vittima: si tratta di un anziano abitante di Ealing, sobborgo alla periferia occidentale di Londra, che era stato trovato privo di sensi per strada, accasciato a terra.
L'uomo, identificato come Richard Mannington Bowes, 68 anni, è deceduto in ospedale: era stato colpito violentemente da alcuni saccheggiatori ai quali aveva tentato di opporsi, mentre nel quartiere bande di predoni assaltavano esercizi commerciali e abitazioni, e appiccavano le fiamme ai veicoli in sosta. "E' stato un episodio di brutalita' che ha condotto all'insensato assassinio di una persona innocente", ha commentato un portavoce di Scotland Yard, ispettore John McFarlane.
In precedenza, sempre a causa dei tumulti, avevano perso la vita un giovane di 26 anni, ucciso da un colpo di arma da fuoco a Croydon, nella parte sud della capitale, e tre immigrati di origine asiatica, travolti da un'auto a Birmingham mentre tentavano di difendere il loro negozio dalla furia dei vandali. Il padre di uno dei morti, Tariq Jahan, che ha perso il figlio 21enne Haroon, è diventato una sorta di eroe nazionale per il suo accorato appello alla calma e alla pacifica convivenza, lanciato pubblicamente nonostante il gravissimo lutto.

Gli scontri a Londra in 50 immagini
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CAMERON: STOP AI SOCIAL NETWORK - Il premier britannico David Cameron ieri si è presentato con l'atteggiamento del duro davanti ai Comuni, riunito in seduta straordinaria, con una rarissima sospensione della pausa estiva dei lavori, a causa della rivolta che infiamma l'Inghilterra. "Il contrattacco bell'e buono e' iniziato, pagherete per quello che avete fatto!": così ha esordito il leader conservatore, rivolgendo idealmente il monito ai saccheggiatori e ai vandali.
"Le violenze sono state ingiustificabili", ha proseguito. "Qua non si tratta di politica o di manifestazioni di protesta, qua si tratta di furti", ha sottolineato, dando dei disordini un'interpretazione esclusivamente penale, per poi sottolineare che le autorita' stanno agendo "in maniera determinata", come dimostra l'assenza stessa di gravi violenze nella notte appena trascorsa. In caso di ulteriori tumulti in avvenire, ha affermato Cameron, si valutera' anche un eventuale ricorso all'Esercito, seppure delegandogli soltanto compiti secondari, cosi' da liberare il maggior numero possibile di agenti, da impegnare in prima linea nei centri urbani. Alla Polizia, ha continuato, sara' conferito il potere d'imporre la rimozione di maschere, cappelli o quant'altro copra il volto, se chi li indossa sia sospettato di aver commesso un reato.
Non solo: stando ad anonime fonti governative, si sta studiando l'eventualità d'interrompere d'ufficio i social network, da BlackBerry Messenger a Twitter, in occasione di sommosse. Le fonti hanno ricordato come il servizio di messaggeria istantanea BlackBerry sia stato uno strumento decisivo per coordinare le iniziative sediziose. "Ne stiamo discutendo con i servizi segreti e con l'industria di settore", hanno riferito. "Per ora, comunque, non abbiamo una proposta". A Londra nel frattempo sono in corso dalle prime ore del mattino rastrellamenti a tappeto da parte dei poliziotti, che stanno setacciando le case dei presunti responsabili della rivolta per eseguire più di cento ordini di arresto. Sono 922 le persone fermate nella capitale e 401 sono state incriminate. I totale i fermi effettuati complessivamente considerando anche le altre citta' inglesi sono 1.497.



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