Dirigente sull'orlo delle dimissioni. Il sindaco ammette: "E' senza laurea"

Di Antonio Amorosi
Doppio colpo di scena: il Sindaco di Bologna Virginio Merola sceglie un funzionario di partito abilitato ottico come Capo di Gabinetto. Per vederci chiaro!? 68700 euro è quanto costa e non fa ridere i bolognesi ma la battuta in punta di lingua è inevitabile vista l’inopportunità della vicenda.
E’ quello che hanno ammesso oggi, per la prima volta, in consiglio comunale gli assessori della Giunta. Forse perché in Italia a volte si trovano figure improprie nelle posizioni di rilievo più impensabili. Dopo l’odontotecnico di Zagarolo (Stefano Ricucci) e l’igienista dentale del Premier (Nicole Minetti) ecco l’ottico di Bologna.
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ECCO LA DIRETTIVA CON LE PROVE
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Ma pensate la mente strategica del Sindaco Merola cosa ha saputo inventare per “vederci chiaro” nelle faccende comunali. Il massimo esperto della vista: l’optometrista. Ma la cosa è ben più grave perché tocca direttamente i cittadini bolognesi che pagano lo stipendio del loro Capo di Gabinetto pensando che minimo abbia una laurea ed esperienza (come quelli chel’hanno preceduto) e invece scoprono che è un negoziante abilitato ottico, in più inserito nella categoria D per la quale la laurea è obbligatoria.
Alla decisione delle consigliere Federica Salsi del “Movimento 5 stelle” e Lucia Borgonzoni della Lega Nord, di rivolgersi alla Corte dei Conti, il Sindaco Merola ha risposto: “Non vedo la capacità di tenere unita la città come speravo”. E dove ha risposto? A una iniziativa tenutasi ieri sera, insieme all’europarlamentare Pd Salvatore Caronna, padrino politico del Capo di Gabinetto Marco Lombardelli, sua quota di partito nella spartizione PD della città.
Oggi il panico nelle segrete stanza del Comune. Alla fine del consiglio il Sindaco, certo che le Corti dei Conti condannino a danno erariale la sua pratica,cercava di chiamare a un colloquio privato i consiglieri per farli desistere in ogni modo dall’iniziativa. Ed ecco il secondo colpo di scena: il Sindaco Virginio Merola prepara le manovre per far dimettere il suo Capo di Gabinetto Lombardelli e trovare un capro espiatorio.
Il tutto verrebbe fatto attraverso una commissione comunale interna che “approfondisca il caso”, “scopra l’arcano” e dica alla fine che c’è stato un errore formale. Un mese fa abbiamo trattato il caso dei “concorsi pilotati” del Comune di Bologna di cui già si sapevano i vincitori. Il confronto tra lo scarno curriculum del Capo di Gabinetto e quello di due professionisti scartati dai “concorsi pilotati” del Comune di Bologna rafforza l’idea: a Bologna come nel resto d’Italia ciò che serve per trovare lavoro, non è la preparazione e l’esperienza ma “un santo in paradiso”. Uno dei due candidati scartati lavora in Germania ed è un esempio di “fuga dei cervelli”. A voi il confronto.



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