Lo cercavano per dargli una multa. Gli trovano un cadavere nel bagagliaio

Mercoledì, 4 gennaio 2012 - 10:45:20
Torino delitto cadavere

Lo stavano cercando per notificargli una multa. Lo hanno trovato con addosso i guanti sporchi di sangue. Gli agenti della Polstrada di Legnago, in provincia di Rovigo, erano alla ricerca di Mohammed El Gharbi, marocchino di 37 anni, dalla vigilia di Natale per omissione di soccorso. Ma nel frattempo aveva massacrato il suo coinquilino, un connazionale di 36 anni, a colpi di ascia alla testa.

L'assassino era scappato dopo un incidente stradale. Gli agenti lo cercavano per dargli la multa ma lo hanno sorpreso sull'uscio di casa sporco di sangue. Sono arrivati sulle tracce di El Gharbi perché questi, il 24 dicembre scorso, aveva tamponato con la Peugeot un’auto sulla Transpolesana a Villa Bartolomea (Verona). Il marocchino era fuggito ma la targa era rimasta sull’asfalto.

Stava andando a portare via il corpo senza vita del coinquilino. L'uomo è residente in località Ca' Bernarda a Pincara, in Alto Polesine e divideva la casa con il connazionale Saleh El Abtahy, un bracciante agricolo.

Nel bagagliaio di una Peugeot 205 rossa del 1991 parcheggiata fuori da casa c’era il corpo senza vita del magrebino, ucciso a colpi di mazzetta alla testa e poi presumibilmente finito con il manico di un’ascia. Nella macchina, poi, sei litri di benzina e un accendino che per la squadra mobile rodigina potrebbero esser stati usati per bruciare la Peugeot e il cadavere. Dentro l’appartamento, macchie di sangue pulite in qualche modo e coperte sporche.

Secondo la ricostruzione della mobile rodigina i due, che vivevano assieme, la notte di San Silvestro avrebbero litigato furiosamente, tanto da far perdere la testa a El Gharbi che avrebbe assalito El Abtahy di sorpresa. Dopo aver passato un giorno sotto choc, il presunto omicida si sarebbe deciso a liberarsi del corpo venendo però sorpreso in piena notte.

Il movente non è ancora chiaro. Probabile che i due abbiano litigato per motivi di denaro, visto che nella casa di Pincara sono stati trovati 13 grammi di cocaina divisi in dosi. Ma si fa strada anche un'altra ipotesi, quella passionale. Non viene scartata la possibilità che i due avessero una relazione omosessuale e che per qualche motivo siano arrivati a un litigio così violento, conclusosi con la morte.

 



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