Cicreo/ Libertà definitiva per Gianni Guido
Nessuna misura di sicurezza per Gianni Guido, uno dei tre autori - con Angelo Izzo e Andrea Ghira - del massacro del Circeo del 30 settembre 1975, tornato in libertà il 25 agosto scorso dopo aver scontato la pena per l'omicidio di Rosaria Lopez e quello tentato di Donatella Colasanti. E' stato respinto il ricorso presentato dalla Procura al Tribunale di sorveglianza contro la sua scarcerazione. Il giudice ha stabilito che Guido non dovrà essere sottoposto ad alcuna misura restrittiva. 
Il giudice del tribunale di Sorveglianza Enrico Della Ratta Rinaldi, accogliendo la richiesta dell'avvocato Massimo Ciardullo, ha respinto la richiesta di applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata che la Procura di Roma aveva avanzato nell'aprile del 2008 quando l'uomo, che oggi ha 54 anni, fu affidato ai servizi sociali. Il giudice doveva valutare se Guido, condannato a trent'anni anni di carcere, fosse tra l'altro socialmente pericoloso.
Secondo quanto si è appreso, ora è stata dichiarata la non pericolosità sociale di Guido, sulla scorta del percorso giudiziario che l'ha visto ottenere nel tempo tutti i benefici premiali della Legge Gozzini. "Si
tratta di un provvedimento ineccepibile sia dal punto di vista giuridico che logico - ha detto il legale di Guido, Massimo Ciardullo - giuridico perché nel suo caso sono state ripettate tutte le scadenze previste dalla Gozzini e logico perché da circa cinque anni a questa parte Guido ha goduto progressivamente di maggior libertà fino a ottenere l'affidamento ai servizi sociali, e tali benefici sono stati concessi sulla scorta di puntuali relazioni scientifiche".
Le motivazioni. Nell'ordinanza di 6 pagine emessa dal tribunale di Sorveglianza sono spiegati i motivi per cui Guido può rimanere in libertà. Il documento sottolinea che "la condotta corretta tenuta dall'interessato in carcere e nella fruizione di benefici penitenziari è continuata anche dopo la fine della pena". Alla luce del comportamento di Guido negli ultimi nanni, quindi, non ci sarebbero elementi per definirne la pericolosità sociale:"Non sussiste alcun argomento sufficientemente persuasivo per ritenere probabile la commissione di reati in futuro".
L'ordinanza mette in evidenza anche come Guido sia consapevole e pentito del delitto commesso: "Il reato commesso ha costituito per Gianni Guido un evento che ha radicalmente modificato l'evoluzione della sua personalità, contribuendo ad orientarla verso la riflessività, la consapevolezza della complessità, la ricostruzione etica e rendendola attraversata dal tormento e dal rimorso per il crimine commesso".



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