Belen Rodriguez, Lella Golfo (Fondazione Bellisario) ad Affari: "Modello negativo, il merito non si acquisisce in discoteca o con le droghe"

Giovedì, 29 luglio 2010 - 16:11:00

Lella Golfo
Lella Golfo
Un editoriale di Affaritaliani.it ha scatenato il dibattito su Belen Rodriguez. Belen protagonista dello spot Tim, Belen tutti i giorni in tv e sulle copertine dei settimanali. La stessa che ora è anche sui quotidiani per lo scandalo droga all'Hollywood di Milano. Per non parlare del fatto che sarà, con molta probabilità, la conduttrice di Sanremo. Affaritaliani.it ha intervistato Lella Golfo, deputata del PdL, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, che rappresenta l'indiscutibile punto riferimento per l'imprenditoria e la managerialità delle donne italiane.

Belen Rodriguez si distingue non proprio per le sue professionalità, quanto per la sua bellezza e per il suo fisico. E' giusto, secondo lei, che diventi un modello e che ora arrivi a condurre una kermesse come Sanremo, a cui tante donne (brave) aspirano?
"Assolutamente no, non può e non deve essere presa a modello. Una persona come me che da 20 anni si batte per il merito delle donne e, con la fondazione Bellisario, lavora per far crescere le donne, non può prenderla a modello. Nella sua vita privata Belen può fare quello che vuole. Ma dal momento in cui è diventata un personaggio talmente pubblico che l'abbiamo davanti in ogni momento, non è giusto per le ragazze e per le adolescenti che venga esaltata. Cerchiamo da anni di dare messaggi positivi, di donne che sudano e che meritano".

La showgirl ha ammesso di aver assunto cocaina in passato. A proposito di questo molte mamme hanno scritto ad Affari preoccupate per le loro figlie adolescenti che vorrebbero essere come Belen, come se fosse un'eroina. Che consiglio vuole dare a queste mamme?
"Questo allarme di mamme io lo condivido. Hanno perfettamente ragione ad essere preoccupate e a porsi il problema. Noi fatichiamo e lavoriamo per portare l'esempio di Marisa Bellisario, una donna che non aveva soldi, veniva dal sud, ha faticato, ha studiato e si è preparata fino ad arrivare a dove è arrivata (presidente della Olivetti Corporation of America, ndr)".

Che dice, dovrebbero spegnere la televisione? Visto che le figlie sono "bombardate" da Belen?
"No, bisogna colloquiare con i figli. Non arrivare alle censure. Bisogna spiegare qual è il bene e qual è il male. Ma è necessario stare molto attenti. Perché capisco che noi genitori siamo purtroppo molto assenti, per il lavoro o per altro. E spesso e volentieri lasciamo questi ragazzi alla mercé di quello che si vede e che si incontra. Ricordo quando ho visto il film in cui le mamme faticavano perché le figlie facessero le veline (Ricordati di me di Gabriele Muccino, ndr). Sono uscita inorridita dal cinema. Ma quale esempio vogliamo dare? Le mamme che hanno scritto sono una parte, quelle preoccupate. Ma non dimentichiamo che c'è un'altra parte delle mamme che fa di tutto perché la loro pupa sfondi nel mondo dello spettacolo. E questa è la degenerazione: arrivare addirittura alla droga, dove è arrivata Belen, pur essendo un personaggio pubblico. Insegnamo a studiare, lavorare, faticare, perché c'è posto per tutti, nell'onestà e nella democrazia.

Quanto l'imposizione di questi modelli penalizza le donne che davvero avrebbero i meriti per essere leader nella società?
"Purtroppo qualche volta passa questo messaggio. Ma ci sono anche tanti ingegneri, ragazze che studiano e che hanno un ruolo forte nella società. Il 60% dei laureati, in Italia, è donna. Quello di cui parliamo è un campanello di allarme. Che bisogna sentire, ascoltare per poi fermarsi a riflettere. E' una società che ancora non premia il merito, e noi lavoriamo per questo. Il merito non si acquisisce nelle discoteche".

Benedetta Sangirardi

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