Legge 40/ La Consulta: no al limite dei 3 embrioni. "E' un pregiudizio per la donna"
| IL COMMENTO/ Una sentenza laica... di D’Amico, Clara e Alesso |
Questo punto della legge, spiegano i giudici della Consulta nella sentenza n.151 depositata venerdì, viola anche l'articolo 32 della Costituzione "per il pregiudizio alla salute della donna, ed eventualmente del feto, ad esso connesso". La bocciatura della legge 40 nel punto in cui prevede "l'unico e contemporaneo impianto" di embrioni "comunque non superiore a tre", ha come conseguenza l'introduzione di "una deroga al principio generale di divieto di crioconservazione" prevista dall'articolo 14, comma 1, della norma sulla fecondazione assistita.
Lo spiegano i giudici della Consulta nelle motivazioni della sentenza con cui hanno dichiarato incostituzionali alcuni punti della legge 40. Tale deroga, si legge nella sentenza, e' una "logica conseguenza della caducazione" di una parte del comma 2 dell'articolo 14, quello riguardante proprio il limite di 3 embrioni, "che determina a necessita' del ricorso alla tecnica di congelamento con riguardo agli embrioni prodotti ma non impiantati per scelta medica".
Infatti, "l'impianto demolitorio" della sentenza "mantiene, cosi', salvo il principio secondo cui le tecniche di produzione non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario, secondo accertamenti demandati, nella fattispecie concreta, al medico -spiegano i giudici della Corte- ma esclude la previsione dell'obbligo di un unico e contemporaneo impianto e del numero massimo di embrioni da impiantare, con cio' eliminando la irragionevolezza di un trattamento medico di fattispecie diverse, sia la necessita' per la donna, di sottoporsi eventualmente ad altra stimolazione ovarica, con possibile lesione al suo diritto alla salute".
Le raggiunte conclusioni, aggiunge la Consulta, comportano anche la declaratoria di incostituzionalita' del comma 3 dello stesso articolo, "nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile, come previsto in tale norma, debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna". Anche il comma 1 dell'articolo 14, inerente il divieto di crioconservazione degli embrioni sovrannumerari, era stato sottoposto al vaglio della Corte Costituzionale, ma i giudici avevano dichiarato "manifestamente inammissibile" la questione "per carenza di motivazione sulla rilevanza" che quindi non era stata neanche esaminata.
Immediata la protesta dei cattolici. "Come magistrato e come studioso della materia non posso nascondere la mia indignazione per una decisione che mentre afferma di fondarsi sui principi di uguaglianza e ragionevolezza offende proprio la ragione e l'eguaglianza tra tutti gli esseri umani". Cosi' Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, commenta le motivazione della sentenza della Consulta.
Soddisfazione invece dal Pd. "Altro che ideologica, come sostiene il sottosegretario all'Interno Mantovano. La sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge 40 rimette a posto pezzi importanti del panorama dei diritti". A dichiararlo e' stata Vittoria Franco, responsabile Pari opportunita' del Pd, in una nota.
Dello stesso parere la Sismer, la Societa' Italiana Studi di Medicina della Riproduzione. Basta all'esilio riproduttivo, le coppie non dovranno piu' sentirsi costrette ad andare all'estero: e poi la Corte Costituzionale restituisce al medico il ruolo centrale nella fecondazione assistita. Lo dice il direttore della Sismer, Anna Pia Ferraretti. "Sono veramente soddisfatta perche', pur nel pieno rispetto della Legge 40, credo fermamente che possiamo offrire alle coppie una terapia con maggiori possibilita' di successo e minori rischi per la salute della madre e dei futuri nascituri - spiega la Ferraretti - Il dibattito sulle migliori procedure da seguire e' gia' stato aperto". Continua Ferraretti: "con un gruppo di centri, sia pubblici sia privati, abbiamo gia' avuto un incontro dove abbiamo definito un comportamento che, nel rispetto della Legge 40 e con le chiare indicazioni date dalla Corte Costituzionale, ci permetta di decidere con ogni singola coppia il piano terapeutico a lei piu' indicato. Finalmente molte coppie non dovranno piu' sentirsi costrette ad andare all'estero per ricevere 'migliori' trattamenti. Questo mi rende veramente felice perche' credo che l'esilio per motivi riproduttivi sia una lesione dei diritti civili". E cosi' conclude la Ferraretti "con la coppia di fronte a noi possiamo dare il massimo che la nostra competenza medica ci consente e, loro, possono sentire di ricevere il massimo".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















