Le cosche contro le mosse del Pg. "Per questo misero la bomba a Reggio"
Giovedì, 30 settembre 2010 - 15:15:00
Sarebbe stato legato ai contrasti interni all'ufficio il movente dell'attentato fatto il 3 gennaio scorso a Reggio Calabria contro la sede della Procura generale.
Dall'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro è emerso infatti che l'attentato sarebbe da ricondurre ad una reazione della cosca Serraino dopo che il procuratore generale Salvatore Di Landro, poco dopo il suo insediamento, avvenuto nel novembre del 2009, aveva deciso di revocare alcuni fascicoli processuali al sostituto Francesco Neri.
A quattro degli indagati arrestati nell'operazione di oggi contro la cosca della 'ndrangheta (in tutto le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono 22) i carabinieri hanno notificato un'informazione di garanzia perchè indagati nell'attentato. L'accusa ipotizzata nei confronti dei quattro indagati è di avere organizzato ed eseguito l'attentato.
"Quanto sta emergendo conferma le ipotesi che erano state fatte nell'immediatezza in merito al movente dell'attentato del 3 gennaio contro la Procura generale", dice Di Landro commentando le informazioni di garanzia notificate a quattro affiliati alla cosca Serraino per attentato e l'ipotesi che l'episodio si collegherebbe ai contrasti col sostituto procuratore generale Francesco Neri.
"Si tratta di congetture - ha aggiunto Di Landro - che furono fatte non soltanto da me, ma anche dai partecipanti ad una riunione di coordinamento in Prefettura. Frutto, dunque, di una riflessione collegiale. Congetture che riguardavano i contrasti all'interno dell'ufficio, con particolare riferimento alla sostituzione del rappresentante della pubblica accusa nel processo d'appello per l'omicidio della guardia giurata Luigi Rende".
Dall'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro è emerso infatti che l'attentato sarebbe da ricondurre ad una reazione della cosca Serraino dopo che il procuratore generale Salvatore Di Landro, poco dopo il suo insediamento, avvenuto nel novembre del 2009, aveva deciso di revocare alcuni fascicoli processuali al sostituto Francesco Neri.
A quattro degli indagati arrestati nell'operazione di oggi contro la cosca della 'ndrangheta (in tutto le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono 22) i carabinieri hanno notificato un'informazione di garanzia perchè indagati nell'attentato. L'accusa ipotizzata nei confronti dei quattro indagati è di avere organizzato ed eseguito l'attentato.
"Quanto sta emergendo conferma le ipotesi che erano state fatte nell'immediatezza in merito al movente dell'attentato del 3 gennaio contro la Procura generale", dice Di Landro commentando le informazioni di garanzia notificate a quattro affiliati alla cosca Serraino per attentato e l'ipotesi che l'episodio si collegherebbe ai contrasti col sostituto procuratore generale Francesco Neri.
"Si tratta di congetture - ha aggiunto Di Landro - che furono fatte non soltanto da me, ma anche dai partecipanti ad una riunione di coordinamento in Prefettura. Frutto, dunque, di una riflessione collegiale. Congetture che riguardavano i contrasti all'interno dell'ufficio, con particolare riferimento alla sostituzione del rappresentante della pubblica accusa nel processo d'appello per l'omicidio della guardia giurata Luigi Rende".



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