Lavitola parla con Frattini, è giallo. Ma il ministro: "Non è incontro ufficiale"
Le intercettazioni di una chiamata tra Valter Lavitola e la segretaria di Frattini, avvenuta nel novembre 2009, danno l'impressione di un Lavitola preoccupato, che vuole organizzare in ogni modo possibile un incontro privato tra lui, ''Franco e il ministro degli esteri albanese''. Un affare che ''rischia di essere vitale'' preoccupa l'ex direttore dell'Avanti, che insiste con la segretaria, quando questa gli riferisce che il ministro non ha mai un momento libero: ''fammi parlare 5 minuti con Franco ovunque sia, magari vado con lui in aereo''. La segretaria risponde scettica: ''Ma dove vai, Walter...''.
"E se lo accompagno all'aeroporto?", propone Lavitola, "Come faccio sempre col capo". La segretaria non commenta.
Lei riporta a Lavitola le parole di Frattini: nel corso del vertice italo-albanese, al massimo Lavitola può attendere nell'anticamera accanto alla sala dove avvengono gli incontri istituzionali e, se possibile, Frattini potrà presentare il ministro a Lavitola ma di certo non può garantirgli niente di più.
Lui insiste: "Ma non è possibile aspettare nella stanza sua, invece che nell'anticamera?", chiede preoccupandosi di che figura potrebbe fare agli occhi del ministro albanese.
La segretaria si spazientisce: "No, non ci siamo capiti, ti sto dando delle coordinate che mi ha dato lui (Frattini). Aspetti nella camera antistante e poi quando escono te lo presenta, vi stringete la mano...".
Da queste intercettazioni "si evince con assoluta e inequivocabile chiarezza che Lavitola non ha mai partecipato a incontri istituzionali, che probabilmente cercava", ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, rispondendo a una domanda di Maurizio Belpietro nel corso della trasmissione La Telefonata, riguardo la pubblicazione dellesuddette intercettazioni. «Non ho mai mescolato l'attività istituzionale con attività di altro genere», ha aggiunto il titolare della Farnesina.
In un'altra telefonata, Lavitola cerca di parlare con Cicchitto. Anche qui sembra di percepire un sentimento d'urgenza nella voce del faccendiere: ''Ho urgenza di sentirti per una cosa del capo''.
Ma il capogruppo del Pdl alla camera lo congeda con una frase breve ma esaustiva: ''Adesso non posso parlare e delle cose del capo me ne sbatto il c...".
"Ma questo sta completamente fuori brocca", lo avverte Lavitola. Cicchitto non si lascia impressionare e chiude con un semplice: "Sì, ciao".
Salta fuori anche la telefonata a Bertolaso, perchè a ''quella testa di c... di Matteoli'' non sta bene la modifica a un decreto. "Ne riparliamo", gli risponde 'Guido', "ti faccio sapere".
Si presenta invece come ''direttore dell'Avanti e consigliere del presidente Berlusconi'', Lavitola, per una telefonata per scopi più propriamente privati, ovvero comprare la terza una Maserati a km zero.
BOCCHINO: LAVITOLA AL VERTICE CON FRATTINI- "Tra i tanti motivi per cui l'Italia ha perso credibilita' nel Mondo c'e' anche quello di avere un ministro degli Esteri bugiardo, che mente su questioni relative a vertici internazionali. Frattini aveva assicurato al Tg5 di non aver fatto partecipare il latitante Walter Lavitola al vertice con il ministro degli Esteri albanese, ma e' stato sbugiardato dalle immagini della televisione di Tirana che lo ritraggono in un colloquio a tre con il collega albanese e il suo amico faccendiere". Lo dichiara Italo Bocchino, vicepresidente di Fli. "Insieme con Lavitola, Frattini si era occupato anche di altre questioni in Centroamerica, in Sudamerica e nei Caraibi e questo suo piegarsi alle pressioni di un faccendiere opaco che fa affari in questi paesi e' un gravissimo danno all'Italia che nessun inquilino della Farnesina aveva mai provocato", conclude
LA REPLICA DI FRATTINI: NON ERA INCONTRO ISTITUZIONALE- "Non devo dare alcuna prova", dice Franco Frattini, smentendo ancora una volta che il faccendiere Valter Lavitola sia stato presente ad incontri istituzionali. "Intorno al tavolo c'e' sempre solo la delegazione ufficiale", afferma il ministro degli Esteri. "Non so - aggiunge riferendosi alle foto che lo ritraggono con l'omologo albanese e Valter Lavitola - di questa cosa, di certo non e' una foto fatta durante l'incontro ufficiale. Non credo - ripete - debba dare prova che al tavolo delle delegazioni ufficiali siedano solo appartenenti alle delegazioni ufficiali. Questo non aveva niente a che fare con incontri istituzionali".



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