Vivisezione/ Lav denuncia: "Aumenta l'uso di cavalli, asini, suini, bovini, uccelli e pesci". Ecco i nuovi dati
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Cavalli, asini, bovini, suini, uccelli e pesci: sono sempre più numerosi gli animali che finiscono la loro vita in un laboratorio di vivisezione. E' la sconcertante rivelazione degli attidella LAV (Lega Anti-vivisezione) che commenta i dati relativi al numero di animali utilizzati in Italia per fini scientifici e sperimentali nel triennio 2004-2006, pubblicati (GU n. 243 del 16-10-2008) con un cronico ritardo di nove mesi dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, ai sensi del decreto legislativo 116/92 (Protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici)*.

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Rispetto al triennio 2001-2003, in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003), suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003) e bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003); si aggiunge un forte incremento del ricorso ad uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003) e pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003).

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Le specie più rappresentate continuano ad essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314): animali largamente impiegati a causa del loro basso costo e perché facilmente maneggiabili, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.
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![]() Nel grafico: il numero di animali utilizzati nel triennio 2004-2006 |
![]() Nel grafico il numero di animali utilizzati nel triennio 2001-2003 |
“Il dato numerico già di per sé allarmante è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi - dichiara Michela Kuan, biologa e responsabile LAV settore Vivisezione - Quali informazioni predittive per l’uomo possono avere esperimenti condotti su cavalli, uccelli o pesci, geneticamente differenti dagli umani? Il mondo scientifico e istituzionale deve interrogarsi su questa contraddizione e porvi rimedio. I cittadini hanno il diritto di pretendere una ricerca scientificamente rigorosa, davvero utile ed etica e possono farlo sostenendo la LAV in questa battaglia in favore dei metodi alternativi all’uso di animali, diffondendo i nostri materiali informativi sul tema e anche con una donazione che ci permetterà di proseguire in questo difficile impegno (info su www.lav.it – tel. 06 4461325)”.



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