Università , i laureati di oggi meglio di quelli pre-riforma
I giovani che si sono laureati nel 2010 sono "migliori di quelli pre-riforma": vanno meno fuori corso, concludono gli studi prima, sanno le lingue e masticano tutti l'informatica, fanno più stage e sempre più spesso continuano la formazione. E' l'identikit tracciato dal 'XIII profilo dei laureati italiani', presentato da Almalaurea all'università di Sassari. Un identikit che va consolidando i risultati del 2009, ma che è fatto di luci e ombre. 
Così il dossier svela subito che continua il trend negativo delle immatricolazioni: negli ultimi sette anni è stato del del 13%. Una riduzione dovuta all'effetto combinato di molti fattori: il calo demografico, la diminuzione degli immatricolati in età più adulta, il minor passaggio dalla scuola secondaria superiore all'università (dal 74,5% del 2002 al 65,7 del 2009), il ridotto interesse dei diciannovenni per gli studi universitari (solo il 31% di loro vi si iscrive). E soprattutto, rivela Almalaurea, "la crescente difficoltà di tante famiglie a sopportare i costi diretti e indiretti dell'istruzione universitaria in assenza di una adeguata politica per il diritto allo studio".
Così si accentua la tendenza a studiare sotto casa. A frenare questo tipo di mobilità territoriale concorrono anche i costi, spesso insostenibili per le famiglie: nel 2010 oltre la metà dei laureati ha conseguito il titolo in una sede universitaria nella provincia di residenza. Andando più nel dettaglio, inoltre, si scopre che in realt a 'lievitare' più che i laureati sono stati i titoli universitari, passati dai 172mila del 2001 ai 293mila del 2009. Non solo. Il ritardo dell'Italia nel contesto internazionale "emerge purtroppo in tutta la sua ampiezza", si legge nel focus. Tra gli italiani tre i 25 e i 34 anni d'età, i laureati costituivano il 20% contro la media dei paesi Ocse, pari a 35 (il 24% in Germania, il 38 nel Regno Unito, il 41 in Francia, il 42 negli Stati Uniti, il 55 in Giappone).
Inoltre, nella fascia di età 30-34 anni, "strategica per realizzare la società della conoscenza e per competere a livello internazionale", tra il 2004 e il 2009 la presenza di laureati in Italia "è cresciuta solo dal 16 al 19%", hanno riferito gli esperti di Almalaurea. Sul fronte della qualità dell'insegnamento, continua il dossier, "è importante introdurre sistemi di valutazione delle istituzioni universitarie più sofisticati che prevedano l'utilizzo di criteri basati sulla misurazione del valore aggiunto".



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