Bullismo choc/ L'altra Las Vegas, dove il divertimento tra i ragazzi è ficcare il manico di una scopa nel sedere dei compagni

Lunedì, 29 settembre 2008 - 16:30:00

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Las Vegas non è soltanto nel Nevada. C'è un'altra Las Vegas nel New Mexico. Una cittadina di 14 mila abitanti quasi tutti immigrati dal Messico. All'ingresso del paese c'è un cartello: "A safer place  to be in this day and age", un posto sicuro dove vivere oggigiorno. La storia che vi racconteremo contesta il motto scelto dai cittadini di Las Vegas.

La Robertson High School (ossia la scuola media superiore) ha un team di football americano molto buono, i suoi atleti (16-17 anni) sono duri, ansiosi di dimostrare tutto il loro valore. Come ogni squadra scolastica, ci sono studenti più giovani che vorrebbero fare parte del team, seguono e incoraggiano la squadra del loro cuore, adorano gli atleti più grandi, insomma una sorta di groupie maschile.

Sei di questi giovani di 14 anni hanno appena visto l'allenamento della squadra. Ora vogliono seguire gli atleti alle docce, parlare con loro, chiedere consigli. Qualcuno della squadra vuole divertirsi un po' ed ecco che scatta il classico hazing di tante scuole USA, quel bullismo che spesso passa inosservato. Allora giù le mutandine dei più giovani e il divertimento comincia ficcando il manico di una scopa nel sedere dei ragazzi.

Le urla richiamano l'attenzione dell'allenatore della scuola e dei suoi 5 assistenti.Che cosa succederà ora? In verità niente. Il coach dice di smetterla, di tornare a casa e finisce a bere il suo caffè. Arrivati a casa i sei ragazzi non possono nascondere il sangue che ha sporcato i loro calzoni. I papà vogliono sapere "que pasa: e cosi, piangendo, i ragazzi raccontano il fatto.

I bulli conoscono bene,naturalmente i genitori delle loro vittime e così restano lontani da casa per due giorni.
Intanto scattano le indagini. L'allenatore e i suoi assistenti vengono tradotti in carcere dopo avere dichiarato alle autorità  "di non avere visto niente!".

Ora il paese è diviso fifty-fifty,ma non si capisce perché metà del paese parteggi per i bulli. Dice ad Affari la signora Veronica Sanchez:"Vede,io conosco sia i ragzzi che hanno commesso il fattaccio che le vittime. Così non so cosa dire,cosa fare.La vergogna ci ha presi tutti!".

Intanto il pubblico ministero chiamato per questo caso non sa spiegarsi perchè la polizia non ha ricevuto subito una telefonata da parte della scuola. Infatti è stato il figlio di un poliziotto della stradale che ha informato suo padre che ha poi chiamato la polizia locale. I bulli di Las Vegas sono stati sospesi fino alla fine del corrente anno scolastico. L'annuncio ha mandato in bestia buona parte del paese.I genitori vogliono vedere sangue e promettono  vendetta. Il preside della scuola,Rick Romero,continua a ripetere che non riesce a spiegarsi il motivo di quanto accaduto. Qualcuno dovrebbe spiegarglielo.
 
Benny Manocchia

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