Lampedusa: la storia recente del Cie di contrada Imbriacola
Il primo centro di accoglienza per immigrati fu istituito a Lampedusa nel 1998, con lo status di Cpta (Centro di permanenza temporanea e assistenza), in una struttura nei pressi dell'aeroporto. Nel marzo 2006 prende il via il progetto Praesidium. Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Acnur), Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e Croce rossa italiana (Cri) hanno accesso per la prima volta ai detenuti del centro. Il 16 febbraio 2007, con decreto interministeriale, il centro diventa un Cspa (centro per il soccorso e la prima accoglienza). Il 16 aprile 2007 la gestione del centro passa dalle Misericordie alla cooperativa "Lampedusa accoglienza”, dove convergono la cooperativa Sisifo di Palermo e Blu coop di Agrigento. Il primo agosto del 2007 viene inaugurata la nuova struttura in contrada Imbriacola (con una capienza di 381 posti, estensibili, all"occorrenza, a 804). Il centro offre una prima accoglienza ai migranti intercettati in mare, e lì vengono fatte le pre-identificazioni di migranti irregolari e richiedenti asilo politico quindi smistati nei vari centri sul territorio italiano.
Dal 29 dicembre 2008, il ministero dell’Interno blocca i trasferimenti da Lampedusa verso gli altri centri e annuncia l’imminente avvio dei pattugliamenti congiunti delle coste libiche per il contrasto dell’immigrazione. Il 9 gennaio 2009 Maroni visita Lampedusa. Il 14 gennaio, con decreto ministeriale, viene disposto l’immediato trasferimento sull’isola della Commissione territoriale di Trapani per il riconoscimento della protezione internazionale, che esamina le richieste d’asilo presentate dai profughi. Pochi giorni dopo la Commissione fa ritorno a Trapani.
Il 21 gennaio 2009 il ministero dell’Interno emana un decreto con il quale si individua la vecchia base Nato Loran come centro di identificazione e espulsione (Cie) dell’isola. Il 24 gennaio, 1.300 detenuti riescono a uscire dal centro di Contrada Imbriacola e si uniscono ad una manifestazione dei lampedusani contro il nuovo Cie. Il 24 gennaio 2009 un secondo decreto modifica “provvisoriamente” la natura del Cspa di contrada Imbriacola: da Cspa a Cie. Mentre la base Loran viene temporaneamente utilizzata come Cspa, mentre procedono i lavori per il suo allargamento, poi sospesi per un esposto di Legambiente al Ministero dell’Ambiente. Il decreto entra in vigore il 26 gennaio, data da cui iniziano a decorrere i 60 giorni allo scadere dei quali il centro di contrada Imbriacola sarebbe dovuto tornare ad essere un Cspa. Ma alla fine di marzo un altro decreto ne autorizza la proroga per altri due mesi.
Il 26 gennaio la questura di Agrigento comincia ad emanare i primi provvedimenti di respingimento, nonostante siano trascorse già diverse settimane dall’arrivo sull’isola dei migranti trattenuti. Da quel momento, a Lampedusa vengono inviati, a turnazione, giudici di pace e avvocati d’ufficio del Tribunale di Agrigento per provvedere alla convalida dei 1.134 decreti di respingimento e dei provvedimenti che dispongono il trattenimento.
Il 5 febbraio il Senato boccia l’articolo del pacchetto sicurezza (ddl 733) che proponeva di prolungare da 2 a 18 mesi il limite della detenzione nei Cie.
Il 18 febbraio i tafferugli tra alcuni poliziotti e alcuni cittadini tunisini nella mensa del Cie fanno esplodere la rabbia dei 900 detenuti. La polizia carica e lancia lacrimogeni. Alcuni trattenuti incendiano le stanze. Un intero padiglione del centro va a fuoco.
Il 24 febbraio 2009 viene pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto anti-strupri (11/2009), che porta a sei mesi il limite del trattenimento. Il 27 marzo iniziano a scadere i termini di 60 giorni dei detenuti al Cie di Lampedusa che per primi hanno avuto la convalida del trattenimento. Rimangono ancora in detenzione in virtù del decreto 11/2009 in vigore fino al 26 aprile 2009



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