Lampedusa: immigrati dormono a casa di Baglioni
Un gruppo di sei immigrati tunisini sbarcati qualche giorno fa sull'isola di Lampedusa, ha fatto irruzione la notte scorsa nella villa al mare di Claudio Baglioni, nella zona di Cala Creta, trascorrendovi la notte. I sei immigrati hanno anche mangiato e bevuto attingendo viveri e bevande dalla cantina del cantautore. A confermarlo il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che ha ricevuto la telefonata dalla moglie del cantautore, Rossella Barattolo. "Ma mi ha assicurato che i tunisini non hanno fatto danni - ha spiegato il sindaco -, vi hanno solo trascorso la notte". 
La villa di Claudio Baglioni a Lampedusa
Intanto continuano senza sosta le ricerche nel Canale di Sicilia dopo la segnalazione di un barcone carico di immigrati e che, ancora, non è stato rintracciato. Fonti della Guardia costiera spiegano che la segnalazione è "giunta da più parti". Le condizioni meteo-marine sono in peggioramento e questo, oltre a frenare gli arrivi - da tre giorni nessuno sbarco a Lampedusa - alimenta la preoccupazione per quei natanti che potrebbero avere comunque deciso di compiere la traversata in direzione dell'Italia.
Sono oltre 5.500 gli immigrati sbarcati negli ultimi giorni sulle coste dell'Italia. A confermarlo il portavoce della commissione Ue, Michele Cercone, riferendo i dati pubblicati da Frontex, come forniti dalle autorità italiane. A Lampedusa e a Linosa sono arrivati 5031 immigrati, nel resto della Sicilia 231, in Puglia 57, in Calabria 192, in Sardegna 15. Sulle rispettive provenienze "le informazioni non sono ancora precise", ha detto Cercone
IL SINDACO: SIAMO AL COLLASSO - "A Lampedusa siamo ormai al collasso, ecco perché è necessario riprendere al più presto il ponte aereo per trasferire gli immigrati tunisini in altri centri italiani". Non nasconde la sua preoccupazione il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che domani incontra a Roma il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Ha appena appreso da alcuni giornalisti che i quattro voli previsti per oggi per trasferire i circa 400 immigrati tunisini da Lampedusa in altri centri sono stati sospesi. "Non possiamo continuare così per molto tempo ancora, Lampedusa sta soffrendo". E parla del rischio che possano arrivare altre migliaia di immigrati clandestini nei prossimi giorni. "Con l'arrivo della bonaccia il mare si calmerà - ha spiegato - ecco perché sono molto preoccupato". E parla anche della crisi idrica che si sta aggravando sempre di più. "Se domani non arriva la nave cisterna piena d'acqua siamo nei guai - spiega - soprattutto per la presenza dei quasi 1.800 tunisini presenti al Centro d'accoglienza".
Il primo cittadino di Lampedusa si dice, quindi, "preoccupato perché la stagione estiva turistica rischia di essere compromessa. Un mio assessore andrà in questi giorni al Bit di Milano, ma che cosa dobbiamo pubblicizzare agli altri operatori turistici che l'isola è assediata dagli immigrati tunisini?". E alla domanda su quanta autonomia possa contare ancora l'isola di Lampedusa prima del collasso, De Rubeis replica: "Per altri dieci giorni potremo ancora tirare avanti, ma bisogna che ci siano almeno due voli al giorno con 200 immigrati in partenza. Altrimenti qua si rischia veramente grosso".
E ha raccontato un episodio: "Naturalmente sono soltanto casi episodici, ma io invito gli anziani dell'isola di non tirare fuori i loro portafogli. Un anziano medico mi ha raccontato di essere stato avvicinato prima da un tunisino che gli ha chiesto 5 euro poi sono diventati una decina e in pochi minuti il medico ha regalato agli immigrati oltre 200 euro". Per quanto riguarda la disponibilità dei posti negli altri centri di accoglienza, il sindaco De Rubeis spiega: "Nella tendopoli di Porto Empedocle non c'è più posto per nessuno, quindi anche se la nave che fa la spola tra Lampedusa e Porto Empedocle potrebbe ospitare anche 700 passeggeri, è impossibile poterli trasferire perché lì non c'è posto. Adesso ho saputo dal sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, che nel piccolo comune agrigentino hanno la disponibilità per 40 immigrati. Però è importante che anche i comuni siano predisposti all'accoglienza. E che non si facciano solo chiacchiare Lampedusa ha dimostrato una grande disponibilita' nell'accoglienza. Basterebbe soltanto che i comuni seguissero il 10% le nostre orme per risolvere il problema, basta poco. Ma anche i sindaci si devono imporre. E' finito il tempo delle chiacchiere".



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