Lampedusa al collasso, ancora sbarchi. Arriva il prefetto Caruso
| IL COMMENTO Lampedusa e le scartoffie dei prefetti Di Giuseppe Morello INTERVISTA LE TESTIMONIANZE |
Lo spettro dell' "esodo biblico" dai paesi del Nord Africa, che nei giorni scorsi era stato paventato in diverse dichiarazioni pubbliche da esponenti del Governo, ha cominciato a materializzarsi. In appena due giorni sono arrivato oltre 1500 immigrati a Lampedusa. Un'assalto che ha messo a dura prova uomini e mezzi delle forze dell'ordine, mobilitati per fronteggiare l'ennesima "emergenza immigrazione" sull'isola, diventata ormai una sorta di "porta d'ingresso" verso l'Europa. E un assalto che continua senza sosta. Sono 384 gli immigrati nordafricani giunti nelle ultime 12 ore tra Lampedusa e Linosa. Come il giorno prima, anche la notte scorsa sulle Pelagie sono continuati senza sosta gli sbarchi: quattro secondo quanto riferisce la Capitaneria di porto.
ARRIVA IL PREFETTO CARUSO - Il Centro di primo soccorso e accoglienza di contrada Imbriacola è tornato a riempirsi come un nuovo. Il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, a Lampedusa per risolvere l'emergenza ha annunciato che riparte il ponte aereo per svuotare il centro di accoglienza in cui attualmente si trovano 1.618 persone. "Per oggi - ha affermato Caruso - sono previsti tre voli con i quali pensiamo di ridurre a un migliaio le presenze a Lampedusa". Gli stranieri che lasceranno l'isola sono destinati a Crotone e a Bari. Il prefetto ha riferito di aver "verificato che nel centro si aggirano in maggioranza giovani, tra i 20 e i 25 anni. Nessuno di loro ha finora presentato problemi di salute a parte qualche laringite". In questi giorni continuano le procedure per l'identificazione degli stranieri. Caruso ha sottolineato in proposito che "tutti si stanno sottoponendo al prelievo delle impronte digitali". In queste ore "sono sul posto le forze dell'ordine per l'immissione in possesso del residence, che è stato requisito perché le procedure per la stipula di un regolare contratto di affitto sarebbero state troppo lunghe". A Mineo, ha aggiunto il prefetto, sono impegnati anche gli operatori della Croce Rossa, che stanno montando le cucine e predisponendo gli altri servizi necessari alla gestione quotidiana dell'ospitalità.
Per l'apertura del Villaggio degli Aranci, ha concluso Caruso, "è questione non dico di ore, ma di giorni. Sicuramente entro la settimana potranno cominciare ad affluire i richiedenti asilo". I vecchi pescherecci e i barconi in legno con gli immigrati che attraversano il Canale di Sicilia sono uno dei problemi di Lampedusa, anche in previsione di ulteriori e consistenti arrivi nei prossimi gironi. Anche questo è stato al centro della riunione del prefetto Giuseppe Caruso, con il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis. "Abbiamo compiuto - ha detto Caruso - una verifica dei siti dove collocare i natanti. Ne abbiamo individuati 3, sufficientemente ampi, dove contiamo di stoccare queste imbarcazioni".
Per Caruso quella di oggi è stata la prima visita a Lampedusa dopo la sua nomina a commissario straordinario ed "è stata finalizzata - ha affermato il prefetto - a vedere e sentire le autorità perché rappresentino i problemi da risolvere". Oltre a incontrare il sindaco per la questione dei barconi che restano ormeggiati in porto e intralciano le manovre dei pescherecci lampedusani, Caruso ha ha parlato a lungo con gli operatori umanitari e con i responsabili delle forze dell'ordine, e ha concluso il suo giro nella base dell'aeronautica militare.
LA MAMMA E LA FIGLIA TEDESCA - Curiosa la storia secondo cui tra gli immigrati a bordo delle ultime imbarcazioni c'erano anche una donna tedesca e la sua figlioletta. In base a una prima ricostruzione, la straniera aveva una relazione con un tunisino da cui è nata la piccola. I due, poi, si erano separati: mentre il tribunale tunisino avrebbe affidato la bimba al padre, quello tedesco avrebbe dato ragione alla madre. Cosi', quest'ultima sarebbe tornata in Tunisia a riprendersi la figlia e per tornare in Europa e' salita su un barcone giunto oggi pomeriggio a Lampedusa.
MARONI PREOPCCUPATO - "La cosa che mi preoccupa di piu' è che abbiamo notizia" che nei porti meridionali della Tunisia "sono riapparse quelle organizzazioni criminali che operavano prima in Libia e che facevano partire da li' i clandestini", ha detto Roberto Maroni che poi ha aggiunto: "gli sbarchi di questa notte dimostrano che l'allarme che abbiamo lanciato era assolutamente fondato" Il ministro dell'Interno ha poi lanciato un appello alla diplomazia internazionale: "Occorre un contingente di forze di sicurezza, un impegno maggiore da parte dell'Ue - ha osservato - noi siamo pronti a fare quello che abbiamo fatto in Albania all'inizio degli anni '90, ma da soli non possiamo farcela".



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















