Lampedusa, 2mila sbarchi in 24 ore. Cdm straordinario

Lunedì, 28 marzo 2011 - 10:04:00

Dopo 40 giorni "d'inferno" con sbarchi e recuperi in mare a ripetizione in una conta senza fine, a Lampedusa parole come solidarietà, assistenza, umanità stanno lasciando il posto a rabbia, preoccupazione, paura. Altri 1.933 i migranti arrivati nelle ultime 24 ore a Lampedusa. E' il numero più alto di arrivi da quando sono ripresi gli sbarchi. Impressionante anche il dato degli ultimi tre giorni: da venerdì sull'isola sono arrivati 3.721 migranti. E sono in corso le operazioni di soccorso per un barcone con circa 300 persone a bordo che si trova in difficoltà a 7 miglia al largo di Lampedusa. Verso il barcone si sono dirette le motovedette della Capitaneria di porto. A bordo ci sono anche donne e bambini.

SEI NAVI PER SVUOTARE L'ISOLA- Sei navi con una capienza complessiva di 10 mila posti, trasferiranno mercoledì tutti gli immigrati presenti a Lampedusa. Lo ha annunciato il commissario straordinario per l'emergenza umanitaria, il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso. Per ospitare i profughi il governo sta predisponendo in tutto il territorio nazionale la realizzazione di alcune tendopoli e la ristrutturazione di alcune caserme.

PESCATORI BLOCCANO IL PORTO- Un gruppo di pescatori sta cercando di bloccare l'ingresso del porto di Lampedusa, per impedire l'arrivo e l'attracco di eventuali imbarcazioni con a bordo altri immigrati nordafricani. Tensione altissima sul molo, dove un gruppo di donne incita all'azione: "Siamo stati abbandonati da tutti - gridano - quando c'è da aiutare un popolo l'Italia si muove, e noi non siamo un popolo?". Un gruppo di lampedusani, tra cui anche alcune donne, hanno ribaltato tre cassonetti davanti al varco militare al porto, bloccando il transito e chiedendo al governo soluzioni per mettere fine all'emergenza immigrazione nell'isola. In strada sono stati gettati anche due grossi recipienti usati per contenere acqua, vasi e pietre. Alcuni dei manifestanti si sono seduti davanti al cumulo di macerie, alzando due bandiere: quella della Trinacria, simbolo della Sicilia, e quella a scacchi di Lampedusa.

PAURA EPIDEMIA - Tra la gente del posto il passa parola è aspettare fino al 15 aprile e se per quella data il governo non avrà risolto "il caso Lampedusa" sarà posta in atto qualche iniziativa clamorosa. Adesso però l'incubo per gli isolani si chiama epidemia. Il rischio è reale, tant'è che in giornata arriveranno gli ispettori sanitari della regione siciliana per verificare le condizioni igieniche in tutti i centri che ospitano circa duemila migranti e per effettuare sopralluoghi nei punti più critici: come la collina detta "della vergogna", nella zona del porto, dove sono ammassati altri tremila tunisini, che vivono in tende di fortuna, tra blatte e sporcizia, altri vivono sotto i cavalcavia, o nell'area del depuratore, mentre i più fortunati si lavano nelle docce del campo sportivo.

BAGNASCO: NON LASCIAMOLI SOLI- MMIGRATI: BAGNASCO, IL PROBLEMA RIGUARDA TUTTA L'EUROPA - I problemi determinati dall'attuale ondata immigratoria dal Nord Africa, "riguardano l'Italia alla stessa stregua con cui riguardano l'Europa, di cui siamo parte: i confini costieri della prima infatti coincidono con i confini meridionali della seconda". Lo afferma il card. Angelo Bagnasco, per il quale "l'emergenza e' comunitaria, e va affrontata nell'ottica di destinare risorse per uno sforzo di sviluppo straordinario, che non potra' non raccogliere poi benefici in termini di sicurezza complessiva". "Continuare a ritenere interi popoli poveri come fastidiosi importuni non portera' lontano", ricorda Bagnasco ai cugini d'Oltralpe e agli altri paesi della Ue che si chiamano fuori. Se come italiani "non ci e' consentito di disinteressarci di quel che avviene fuori di noi, nelle coste non lontane dalle nostre", perche' "e' un'illusione pensare di vivere in pace, tenendo a distanza popoli giovani, stremati dalle privazioni, e in cerca di un soddisfacimento legittimo per la propria fame" e dunque "coinvolgerci, e sentirci in qualche modo parte, rientra nell'unica strategia plausibile dal punto di vista morale ma anche sotto il profilo economico-politico", questo e' vero, ragiona Bagnasco, per l'intera Europa.

"Per predisporre soluzioni minimamente adeguate per gli sfollati, i profughi o i richiedenti asilo c'e' bisogno, oltre che dell'apporto generoso delle singole Regioni d'Italia, anche", scandisce il presidente dei vescovi italiani, "della convergenza dell'Europa comunitaria, chiamata a passare -come giustamente si e' detto- da una 'partnership della convenienza' a quella della 'convivenza'". "Tutta l'Europa e' non da oggi", ricorda Bagnasco, "in debito verso l'Africa, e deve ora operare per non rendere fallimentari gli sforzi di questi popoli in cammino verso approdi piu' democratici e rispettosi dei diritti dell'uomo". E dunque "bisogna avere l'intelligenza della storia, e un senso del dovere commisurato alla svolta in atto al fine di corrispondere immediatamente alle sfide in maniera concreta e attraverso misure confacenti". "L'interdipendenza -infatti- e' condizione ormai fuori discussione ed essa si fa ancora piu' cruciale e ineluttabile in forza delle vicinanze geografiche". E cio' vale anche per gli stessi immigrati che "domandano, a loro modo, di partecipare alla fruizione dei beni materiali, mettendo a frutto la loro capacita' di lavoro, e intanto chiedono cio' che finora non hanno potuto produrre". "Quale sara' il traguardo di tanti fratelli e sorelle in umanita', esso - conclude il porporato - beneficera' o danneggera' tutti".



LE IMMAGINI
In un'assemblea nell'aula consiliare che si è aperta proprio mentre giungevano in porto tre barconi con 200 migranti, circa trecento lampedusani si sono sfogati col governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, giunto nell'isola per rendersi conto della situazione. La gente racconta che da giorni i bambini non frequentano più le attività extrascolastiche e i più piccoli giocano a fare la conta di quanti migranti partono e quanti ne arrivano, anzichè scambiarsi le figurine dei calciatori. "Sono traumatizzati", urla un padre a Lombardo che ascolta, mentre cerca di contattare al telefonino il premier Berlusconi. "Gli parlerò statene certi", assicura. Uno dietro l'altro i lampedusani fanno l'elenco dei drammi che vivono.

DRAMMATICA SITUAZIONE IGIENICO-SANITARIA - A Lampedusa "le condizioni igienico-sanitarie sono effettivamente drammatiche», anche se «non riteniamo in realtà che ci sia un rischio di epidemie". A confermare l'allarme è il ministro della Salute Ferruccio Fazio: "Ieri ho parlato a lungo con l'assessore alla Sanità della Sicilia Massimo Russo - spiega Fazio - lui sta mandano due ispettori, della Regione e dell'Asl, mentre noi stiamo mandano oggi i nostri ispettori del ministero e un osservatore dell'Oms che è già stato distaccato a Roma per questo motivo. Con loro - continua il ministro - ci sarà anche un rappresentante dell'Istituto dei migranti che dovrà valutare proprio tutti gli aspetti inerenti alla copertura psicologica e sanitari" degli immigrati che affollano l'isola. Fazio ribadisce di non credere che a Lampedusa vi sia in questo momento un rischio di epidemie, "ma un problema igienico-sanitario importante. C'è adesso a Lampedusa e potrebbe continuare in futuro e anche per questo - ricorda - il 13 aprile è in programma a Roma una conferenza internazionale dei ministri dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo".

COPPIA AGGREDITA IN CASA - Intanto una coppia di coniugi di Lampedusa sostiene di essere stata aggredita e derubata nella sua abitazione da un gruppetto di immigrati tunisini che avrebbe fatto irruzione nell'appartamento dei due. A raccontarlo questa mattina durante una affollata assemblea cittadina è stato il figlio della coppia. Sembra che il padrone di casa, Luigi Salina, ex pescatore, sia stato colpito con un pugno dall'extracomunitario che poi avrebbe portato via dei preziosi. 

CDM STRAORDINARIO - Dieci minuti di conversazione telefonica con Berlusconi, durante i quali Lombardo spiega che "l'isola è un inferno", riferendo al presidente del Consiglio tutto quello che ha visto con i propri occhi: "cose disumane", dice.  "Berlusconi mi ha detto, riferisce Lombardo, che si occuperà dell'emergenza nel prossimo Consiglio dei Ministri (il prossimo mercoledì alle 11, ndr). I lampedusani non ne possono più. Donne e bambini non possono più uscire di casa per questioni di sicurezza. C'è rischio di epidemie. Vogliono fare le tendopoli? Le possono fare anche in Valpadana".

MARONI: RIMPATRI FORZOSI -  "I somali e gli eritrei non possono essere rimpatriati perché scappano da una guerra. La Tunisia aveva promesso un impegno immediato per fermare i flussi migratori, ma le barche continuano ad arrivare. Non siamo in grado di sostenere questi ritmi e se non ci sarà un segnale concreto entro i prossimi giorni, procederemo con i rimpatri forzosi". Lo afferma al 'Corsera' il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Maroni avverte la Tunisia: "Noi dipendevamo da Tripoli per l'approvvigionamento di petrolio ed energia, mentre con la Tunisia le parti sono invertite: sono loro a dipendere da noi soprattutto nel settore turistico visto che ogni anno ci sono 600mila italiani che visitano il loro Paese".

NAPOLITANO: NO AD AZIONI SBIGATIVE - Ricordiamoci di quando eravamo noi a varcare il mare, spesso in condizioni estreme, e teniamo a freno gli eccessi di reazioni di fronte a quanti vengono a cercare futuro in Italia. Giorgio Napolitano lo chiede dalla terra d'eccellenza dell'emigrazione italiana, gli Stati Uniti, dove si trova per una visita di tre giorni. Molti dei disperati che sbarcano a Lampedusa sono mossi dalla pura necessita' di sopravvivere, e se è vero che non è facile gestire una situazione che ci ha visto in pochi anni arrivare ad una presenza degli extracomunitari pari al sette percento della popolazione globale, bisogna gestre le reazioni che non sembrano ispirate dalla razionalità. "C'e' una cosa in comune" tra l'emigrazione italiana di cent'anni fa e quella attuale verso l'Italia, spiega il Capo dello Stato che oggi visita una manifestazione del made in Italy dedicata ai 150 anni dell'Unita' Nazionale e che invece domani visiterà proprio il museo dell'emigrazione di Ellis Island. Questa cosa è "la ricerca talvolta disperata di lavoro e di una vita decente". Nella "diversità del contesto mondiale" rispetto ad allora spicca il dato che "noi siamo, tra i paesi europei, gli ultimi arrivati" in quanto luogo di immigrazione. E allora "è importante che non si dimentichi di essere stati noi un paese di emigrazione". L'accoglienza, storicamente, non prescinde da "esperienze dolorose": lo dimostra proprio la storia degli italo-americani, che pure "sono riusciti a farsi strada" cosi' bene nel loro nuovo paese, che agli inizi è stato per loro "molto duro". Ora i meccanismi d'accoglienza non sono come allora, ma "ci sono ogni tanto reazioni un po' sbrigative da parte dell'opinione pubblica". Napolitano non cita esplicitamente nessuna delle idee circolate in questi giorni sul destino delle migliaia di profughi che hanno invaso Lampedusa. Avverte che "non bisogna credere sia semplice" affrontare un fenomeno che nell'arco di una generazione ha portato gli immigrati, da praticamente zero che erano, ad essere "il sette percento della popolazione complessiva". Ci sono, pero', delle "scosse dal punto di vista psicologico e sociale, e bisogna governarle".

 

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