La scoperta sull'anoressia: è un difetto del cervello

Sabato, 12 febbraio 2011 - 11:00:00

E’ uno dei mali più diffusi. Da anni si cerca di combatterlo con campagne di informazione, iniziative e progetti di educazione alimentare e psicologica. L’anoressia è un disturbo subdolo. Non solo si rifiuta il cibo, ma si arriva al limite della sopravvivenza e si innescano meccanismi mentali totalmente alterati, per cui, nel momento in cui ci si specchia e si valuta la propria immagine, ci si vede perennemente grassi, pesanti, inadatti ai canoni estetici imposti dai modelli attuali. Insomma, l'immagine è distorta.

Una scoperta compiuta da ricercatori italiani fa luce proprio su quest'ultimo meccanismo, non dettato dalla volontà ferma di dimagrire ed imporsi uno standard irraggiungibile, ma da difetti in alcune aree cerebrali.

 


Isabelle Caro,la modella morta di anoressia nel novembre scorso.
E' diventata un simbolo contro la malattia

LE IMMAGINI

Lo studio porta notevolmente in avanti i risultati relativi all’analisi dei disturbi alimentari e, in particolare, dell’anoressia; se prima, infatti, si riteneva che fossero fattori sociali, psicologici e psichiatrici ad influenzare la percezione mentale dei malati, ora si scopre che ad influire sulla patologia sono anche fattori biologici. Per arrivare a tali risultati gli esperti hanno analizzato il cervello di 16 candidati affetti da anoressia e 16 candidati sani, attraverso la risonanza magnetica ed una moderna tecnica di analisi cerebrale, la Voxel Based Morphometry, che permette di calcolare esattamente il volume delle diverse aree cerebrali.

Attraverso un’analisi comparata, si è scoperto che nei canditati anoressici, vi era una significativa riduzione del volume di materia grigia, in particolare di quelle aree, come lobo parietale inferiore e superiore, implicate nella realizzazione di percezioni mentali della realtà e della coscienza di sè.

Tale scoperta, secondo gli esperti italiani, dà avvio a nuove ricerche nel campo dello studio delle malattie e dei disturbi alimentari e psicologici; il disagio e la sensazione di inadeguatezza perenne, sostiene lo psichiatra, hanno origini non solo mentali e psicologiche, bensì anche fisiologiche, legate ad effettivi deficit e modificazioni relative al proprio organismo.

 

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