La scheda: che cosa prevede la legge 40

Mercoledì, 6 ottobre 2010 - 12:06:00

La legge 40 consente il ricorso alla procreazione medica assistita solo 'qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilita' o infertilita''. Sono vietate la fecondazione eterologa (art. 4), cioe' con un donatore esterno alla coppia, punto su cui oggi il tribunale di Firenze ha avanzato obiezioni di incostituzionalita', e la clonazione umana. Vietata inoltre qualsiasi sperimentazione sull'embrione, nonche' 'qualsiasi forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti'. Su quest'ultimo punto ruota la polemica sulla diagnosi genetica pre- impianto, di fatto vietata anche alle coppie con motivi concreti di timore per eventuali tare genetiche ereditarie, per il semplice motivo che a prescindere dall'esito dell'esame l'embrione non e' selezionabile.

Tra i passaggi piu' contestati, contenuti nel capitolo 'Misure a tutela dell'embrione', quello che prevede la creazione di embrioni finalizzata 'ad un unico e contemporaneo impianto, e comunque non superiore a tre'. In sostanza, si possono produrre un massimo di tre embrioni, cifra ritenuta da molti esperti troppo bassa, e per di piu' tutti e tre da impiantare insieme, il che puo' aver contribuito all'incremento di parti trigemellari nel nostro paese. D'altra parte l'impianto contemporaneo e' l'unica soluzione, dal momento che la legge 40 vieta la crioconservazione degli embrioni stessi (permessa invece quella dei gameti) fatti salvi gravi e temporanei motivi di salute della madre, che possono portare a una crioconservazione in vista del trasferimento 'da realizzare non appena possibile'. Proprio questi ultimi due punti sono stati dichiarati illegittimi nell'aprile del 2009 dalla Corte Costituzionale.

La legge, infine, istituisce il registro nazionale di tutte le strutture, pubbliche e private, autorizzate all'applicazione delle tecniche di procreazione assistita, che in tre anni e' riuscito a compiere una mappatura completa dei centri e a produrre dati statistici omogenei e affidabili. Sono oltre diecimila i bimbi nati in Italia nel 2008 grazie alla procreazione assistita. Dalla sintesi della relazione annuale del Ministero della Salute presentata al Parlamento sull'applicazione della legge 40, emerge che anche i dati relativi al 2008, cioe' antecedenti alla sentenza della Corte Costituzionale n.151/2009, confermano il trend degli anni precedenti: aumento delle coppie che si sottopongono ai trattamenti di fecondazione assistita, dei cicli iniziati, gravidanze ottenute e i bambini nati che nel 2008 appunto superano per la prima volta la soglia dei diecimila, considerando tutte le tecniche di PMA, di I, II e III livello.

In particolare, per quanto riguarda le tecniche a fresco di II e III livello, i cicli iniziati nel 2008 hanno mostrato un ulteriore incremento rispetto all'anno 2007 (44.065 cicli iniziati nel 2008 contro 40.026 cicli iniziati nel 2007), le gravidanze ottenute sono 8847 nel 2008 contro 7854 nel 2007, i bambini nati 7.492 nel 2008 contro 6.486 nel 2007. Nel 2008 si assiste ad un ulteriore incremento dell'eta' delle donne che accedono alle tecniche di PMA, che si riflette negativamente sui risultati delle tecniche stesse: aumenta infatti l'eta' media delle pazienti che passa a 36,1 anni nel 2008; al di sopra del corrispettivo dato europeo che, per il 2005, si attesta ad un valore di eta' media di 33.8 anni. In Italia ben il 26,9% dei cicli - uno su quattro - e' effettuato da pazienti con eta' superiore ai 40 anni: anche questo dato e' in aumento rispetto al 2007, quando era il 25.3%.

Dalla relazione emerge comunque che continua a migliorare l'efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita, come mostrato da tutti gli indicatori, dal numero dei nati vivi a quello delle gravidanze, anche in percentuale. Tenendo conto di questi dati, aggiunge il Ministero, a maggior ragione i risultati ottenuti per l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita e la loro applicazione, nelle modalita' previste dalla legge 40/2004, possono essere considerati piu' che soddisfacenti. La percentuale delle complicanze per iperstimolazione ovarica, gia' molto piu' bassa della media europea, e' diminuita ulteriormente (0,45% dei cicli). I parti gemellari sono stati il 21,0%, attestandosi intorno ai valori della media europea, mentre i trigemini la superano, con una media nazionale del 2,6%. All'attivo della legge, i grandi risultati ottenuti dalla ricerca italiana, ad esempio il metodo della 'vitrificazione' alternativo al criocongelamento, la creazione del registro nazionale, la riduzione del numero di casi di 'sindrome da iperstimolazione ovarica'. Tra i risultati controversi, oltre all'aumento dei parti trigemellari, il boom del cosiddetto turismo procreativo verso altri paesi europei, addirittura quadruplicato dopo il varo della legge: secondo alcune stime, una coppia europea su tre che emigra per la fecondazione assistita e' italiana.

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