La rivolta delle imprese edili. Il presidente ANCE Petrucci ad Affaritaliani: “Se va bene ci pagano dopo 20 mesi. Così ci strangolano”
Trecento imprese edili di Roma e del Lazio strangolate da 350 milioni di debiti contratti soprattutto dalla Regione Lazio. La crisi non ha risparmiato neanche i palazzinari e quel tessuto di piccolo e medie imprese e cooperative impegnate nei lavori pubblici quali strade, ponti e viadotti. Affaritaliani anticipa il grido d’allarme che lancia il presidente dell’ANCE, l’unione regionale dei costruttori edili del Lazio, Stefano Petrucci: “A fronte di un’opera che un’impresa consegna in 120 giorni – denuncia – se tutto funziona e le amministrazioni rispettano le procedure previste, il saldo dei pagamenti non viene effettuato prima di 600 giorni, ovvero 20 mesi”.
È il solito meccanismo: gli enti locali appaltano opere pubbliche e poi le imprese sono costrette a sostenere con la finanza il ritardo clamoroso dei pagamenti. “Una situazione insostenibile – continua Petrucci – della Regione Lazio in particolare, che sta mettendo a rischio l’intero tessuto imprenditoriale”.
E poi snocciola i numeri: “Solo per l’edilizia residenziale vantiamo crediti per 200 milioni di euro – spiega il presidente regionale dei costruttori – in particolare 70 milioni sono i contributi mai erogati per l’edilizia residenziale sociale. A Questi vanno aggiunti 150 milioni di opere infrastrutturali non ancora pagate”.
Fabio Carosi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















