Personaggi/ La preghiera dei musulmani in piazza Duomo? Forse l'ho ispirata io, pur essendo laica!

Sabato, 21 marzo 2009 - 14:00:00

Di Antonio Prudenzano

La preghiera dei musulmani in piazza Duomo che ha fatto tanto discutere? "Forse è stata la protesta pacifica della mia associazione a ispirarla": sorride Meryem Fourdaous, 23enne simpatica ragazza marocchina (parla sei lingue…), dal '97 in Italia con la sua famiglia, prossima alla laurea in economia, che subito precisa: "A Treviso, però, abbiamo preferito i parcheggi dei supermercati, gli unici luoghi veramente pubblici, perché andare in centro ci sembrava troppo provocatorio".



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Meryeme, con l'associazione "Giovani Musulmani" da lei fondata nel marzo 2008 a Treviso ("ma dopo il trasferimento a Padova nei mesi scorsi per motivi di studio ho dovuto lasciare la direzione a Tahra Essiya, che fa l'ultimo anno di liceo e con cui sono in costante contatto grazie a internet)", si batte in modo creativo e non violento per la libertà di culto dei musulmani in Italia, messa a dura prova dalla chiusura delle moschee e dalla difficoltà di avere i permessi dai comuni per edificare nuovi luoghi dove pregare.


Va precisato che la Fourdaous è laicissima: "Non sono musulmana e non porto il velo, ho un fidanzato italiano e cristiano. Credo nella libertà, ed è solo per questo che mi sono impegnata in questa battaglia laica che mi è costata anche le minacce di morte arrivate a luglio dell'anno scorso". Ma Meryem non si è fatta intimidire: "A Treviso l'amministrazione leghista del noto sindaco Gentilini non lascia alcuno spazio ai musulmani. Nel dicembre 2007 i vigili hanno interrotto bruscamente la preghiera di un gruppo di musulmani durante la festa del sacrificio. Erano in un fabbricato concesso da un imprenditore locale.

Non poteva succedere di nuovo… Fino a luglio 2008, ogni venerdì, abbiamo occupato pacificamente i parcheggi dei supermercati, con i vigili che non potevano impedircelo, ma che venivano sempre in massa. I numeri dell'associazione? Tra ragazzi e genitori siamo poco meno di un centinaio. Dopo le minacce di morte si è parlato molto del mio caso, sono stata anche in tv da Gad Lerner. Sono contenta perché abbiamo ispirato altre iniziative simili in tutta Italia. Anche per me che non credo la preghiera è un diritto".

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