La 'ndragheta è donna
La 'ndrangheta cambia, come la società. Si evolve. Una donna guida lo scooter, ha i capelli lunghi e porta i tacchi. Dietro di lei un uomo. Quest'ultimo scende e piazza la bomba davanti alla Procura di Reggio Calabria. Almeno secondo il video diffuso da Annozero sull'attentato dei giorni scorsi. Le donne, dunque, protagoniste. Non più a casa a fare "la calzetta", a guardare. A tenere sotto controllo l'operato dei boss. Loro sono le boss. In campo con armi, fucili.
Spacciano droga, mettono le bombe. La parità dei sessi "sbarca" anche nella mafia, nella 'ndrangheta. Uno status che si sono guadagnate. E se prima i rapporti di potere e le gerarchie interne alla mafia e alla 'ndrangheta rispecchiavano le relazioni di dominio tra i due generi nella vita di tutti i giorni, oggi tutto è cambiato. Donne d'onore affiliate a Cosa Nostra, alla camorra napoletana, alla 'ndrangheta calabrese e altre bande criminali organizzate.
Secondo i recenti dati del ministero della Giustizia, le donne detenute per violazione dell'articolo 41 bis del codice penale (l'associazione mafiosa, appunto) erano 84. Ma da allora ne sono state arrestate molte altre. E tante altre hanno dato dimostrazione di esserci, in prima linea. Di non avere più un ruolo di secondo piano, ma di essere spesso avanti ai loro "colleghi" uomini. Da curatrici dei contatti con i detenuti e della la latitanza dei loro mariti a protagoniste assolute. Siamo entrati nell'era della mafia-donna.



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