La macchia nera del bullismo

Sabato, 21 novembre 2009 - 15:20:00

Il fenomeno del bullismo ha assunto negli ultimi anni una rilevanza e una diffusione sempre maggiore all'interno della nostra società, come testimoniano i recenti casi di cronaca trattati dai quotidiani.

La definizione di bullismo- Degli ultimi giorni è il caso di uno studente tredicenne di Torino che, all'interno dei locali scolastici, durante il cambio d'ora, è stato aggredito da due compagni di classe che lo hanno marchiato a fuoco sul braccio destro. Questi casi estremi sono, però, solamente la punta dell'iceberg del fenomeno, per capire il quale occorre fare un passo indietro e definire esattamente che cosa si intende per bullismo. Nella letteratura psicologica internazionale con tale termine si fa riferimento al "fenomeno delle prepotenze perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei soprattutto in ambito scolastico. In particolare con il termine bullismo si intende riunire aggressori e vittime in un'unica categoria". Tale definizione lascia spazio a un'ulteriore considerazione di carattere prettamente sociale, ossia al fatto che il fenomeno del bullismo è in continua crescita nella scuola essendo quest'ultima divenuta il maggior centro di socializzazione per bambini e ragazzi. A questo proposito, è rimasta significativa la definizione di bullismo data da Olweus, uno dei maggiori studiosi ed esperti del fenomeno a livello mondiale, secondo il quale "Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni". In ogni caso per parlare di bullismo è necessario che vi sia un'asimmetria nella relazione tra i soggetti interessati.

La violenza entra in aula- Infatti, se un tempo la maggior parte delle relazioni sociali e di comunicazione connotate da aggressività si svolgevano al di fuori dell'ambiente scolastico e si risolvevano sovente in giochi e gare tra bambini e ragazzi che finivano per diluire ed evitare casi di particolare gravità, oggi un'organizzazione sociale che costringe i minori a passare la maggior parte del loro tempo a scuola e presso la propria abitazione fa sì che gli episodi di bullismo siano sempre più frequenti all'interno degli edifici scolastici e durante l'attività didattica. Naturalmente nell'insorgenza dei fenomeni di bullismo è particolarmente rilevante l'educazione famigliare, che in alcuni casi negativi riesce a influire sul corretto sviluppo cognitivo ed emotivo dei minori, sia nei confronti delle persone che li circondano, sia della società in senso lato.

Le dimensioni del fenomeno- Ma qual è la reale portata del fenomeno in questione? Da recenti studi emerge che oltre il 50% degli studenti intervistati ha riferito di essere stato vittima di episodi di bullismo e di questi il 33% sono vittime ricorrenti. Di questi l'11,6% ha dichiarato di aver subito tali episodi qualche volta, mentre l'1,7% tutti i giorni. Il gruppo più numeroso che ha subito prepotenze è quello dei ragazzi di età sotto i 14 anni (Studio realizzato dall'Associazione Villa Sant'Ignazio per conto della Provincia di Trento). Occorre anche individuare quali siano le forme di prepotenza maggiormente ricorrenti nei casi noti. Innanzitutto è rilevante come le prepotenze di natura verbale (prese in giro, offese, calunnie, minacce) siano nettamente prevalenti rispetto a quelle di tipo fisico (botte, danni alle cose, furti). Non bisogna, poi, dimenticare quelle forme di bullismo meno evidenti ma altrettanto gravi che consistono in violenze psicologiche, isolamento ed esclusione dal gruppo, manipolazione dei rapporti di amicizia all'interno dell'ambiente scolastico.

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