Strasburgo contro l'Italia: "No alla semilibertà per Izzo"
La Corte europea dei Diritti Umani ha condannato l'Italia per la responsabilità di quei magistrati che non revocarono ad Angelo Izzo il regime di semilibertà, nonostante fossero consapevoli della sua pericolosità sociale, e gli consentirono cosi' di mettere fine alla vita Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, uccise dal mostro del Circeo il 28 aprile del 2005.

Angelo Izzo
La Corte, che ha giudicato sul ricorso della famiglia Maiorano, ha riscontrato una doppia infrazione dell'art. 2 della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, laddove è emersa una "violazione del diritto alla vita" delle due donne, uccise dal mostro del Circeo il 28 aprile del 2005. La violazione è stata di natura materiale, messa in atto dai giudici di Palermo, che misero in libertà Izzo nonostante quest'ultimo avesse infranto determinate regole sulla sorveglianza, e i giudici di Campobasso, che non mise al corrente il tribunale di sorveglianza del comportamento contrario al regime di semilibertà mostrato da Izzo.
Sul piano procedurale, la Corte ha rilevato che contro i giudici di Palermo vi fu una procedura disciplinare, ma nessuna sanzione amministrativa e che un'azione intentata dalla famiglia Maiorano contro i giudici di Campobasso fu archiviata. L'Italia ha tempo tre mesi per fare ricorso e arrivare alla Grande Chambre.(A



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















