La chiesa di Scientology ad Affari: "Ecco la nostra verità"
Egregio Direttore,
in merito all'articolo pubblicato il 22 maggio 2010, dal titolo “Violante e Don Ciotti i nemici della setta. Ecco come funziona la Chiesa” desideriamo pubblicamente smentire quanto detto dal Sig. Luca Poma.
La contestualità tra l’atto di Polizia Giudiziaria, la perquisizione, e la campagna di stampa contro Scientology, obiettivamente fanno pensare che si tratti di una cosa ben organizzata, quanto illegittima da parte di chi l’ha orchestrata, in questo modo utilizzando ai suoi fini i pubblici poteri.
Tanto risulta, senza dubbio alcuno, mettendo in relazione i tempi d’uscita della prima intervista apparsa sul quotidiano La stampa con quelli della perquisizione e la circostanza che il giorno dopo la perquisizione e sequestro, praticamente tutti i media dichiaravano di essere a conoscenza dei contenuti dei documenti sequestrati e, se il sig. Luca Poma non millanta, addirittura era il Questore a telefonargli per comunicargli, prima ancora che le cose sequestrate fossero sottoposte al vaglio della Magistratura, che erano stati rinvenuti i suoi fascicoli personali e, addirittura, che dentro c’era la lettera con cui aveva chiesto che i suoi dati fossero distrutti.
Pare poco credibile che il Vice Questore, resosi conto di quanto sequestrato, sia andato a cercare il sig. Luca Poma per avvertirlo che quel fascicolo sarebbe stato rinvenuto.
Tutte queste situazioni depongono per dimostrare che si tratta di un’indagine dai connotati anomali, svolta per lo più a mezzo stampa e, non a caso, per perseguitare una minoranza religiosa in crescita, con buona pace della legge Mancino.
Del resto la campagna su La Stampa ne conferma l’intenzione. Per quello che riguarda La Stampa la comunità di Scientology ne prenderà le distanze, risultando con chiarezza che il quotidiano torinese non ha scelto di informare, ma ha scelto di essere un nemico. Concorre anch'esso, dunque, alla persecuzione di Scientology.
Per quanto riguarda, più propriamente, l’intervista all’ex fedele che ha dato origine alla perquisizione, del quale non è fatto il nome ma che è stato immediatamente riconosciuto, si osserva che a questi i cronisti si sono dimenticati di chiedere “quando è stato fedele e per quanto tempo”. Avrebbero facilmente scoperto che l’intervistato da ormai sette anni riferisce solo per sentito dire cose avvenute anni prima di quando è diventato fedele e risalenti a oltre venti anni prima. In sostanza, se fosse stato fatto questo accertamento sul tempo, sarebbe risultata chiara l’inattualità di quanto dichiarato dal “collaborante” e, di conseguenza, l’assenza di ogni interesse all’indagine.
Precisato che all’epoca delle vicende “On. Violante e Don Ciotti” non c’era la legge sulla privacy, e che di per sé non è vietato raccogliere informazioni pubbliche su persone pubbliche, non sono mai esistiti fascicoli segreti o contenenti dati privati relativi all’On. Violante o a Don Ciotti.
Mentre per quest’ultimo non c’è mai stato nulla, per l’On. Violante la posizione della Chiesa è stata pubblicata in un'edizione de I Diritti dell’Uomo, uscita nel 1990, circa 5 o 6 anni prima che l’intervistato divenisse un fedele.
Allo stesso modo non risulta che siano stati trovati “fascicoli segreti” contro “nemici”, contro “ex familiari”, contro “magistrati”, contro “giornalisti” o contro chiunque altro, ma gli unici fascicoli esistenti relativi ad un “contro”, sono quelli relativi agli “abusi psichiatrici” raccolti dal responsabile locale del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus, associazione per la tutela dei diritti in ambito psichiatrico.
Se si esamina il tutto con attenzione, risulta che la Chiesa torinese non ha mai violato il segreto confessionale. Non solo, non risultano pendenti procedimenti o azioni relative alla violazione della privacy, o anche solo denunce al garante, ma dei molti che si afferma essersi uniti e poi aver cessato di frequentare la Chiesa negli anni, attualmente solo il sig. Luca Poma - probabilmente, visti i tempi, e tenuto conto di qualche sua utilità concreta, ha chiesto la distruzione dei suoi dati personali. Nel tempo le richieste sono state tre, tutte e tre esaudite.
Quindi, niente On. Violante, niente Don Ciotti, niente magistrato milanese, niente di niente ma, su una fandonia, la privacy dei fedeli di Scientology, sebbene con un’azione legittima, è stata tristemente violata.
Il bello è che i dati personali del sig. Poma, che ha scelto di essere “nemico” e che è fuori dall’associazione da anni, o dell’intervistato, o di altri conosciutissimi anche se scrivono sotto falso nome, non solo non sono stati utilizzati e neppure conosciuti al di fuori delle stanze riservate alla consulenza spirituale dei ministri della Chiesa, ma prima erano al sicuro.
Ora, vista l’inesistenza del segreto istruttorio, sono fuori controllo e se da tali dati può derivare un danno all’onore o un danno qualsiasi, adesso e da adesso in avanti la Chiesa torinese non può che declinare ogni sua responsabilità.
Finora, per certo, nessun danno è stato causato, né può esser ravvisata intenzione, la più vaga, di agire in questa direzione.
Più analiticamente, il sig. Luca Poma, intervistato come conoscitore della Chiesa, formula una serie di osservazioni che permettono di comunicare finalmente realtà che generalmente non vengono trattate. Osserva il sig. Poma che “all’interno della Chiesa non vengono pubblicati dei bilanci come invece viene fatto in tutte le onlus”. Beh, le associazioni religiose, e in generale quelle di tendenza, non sono per definizione ONLUS e non ne hanno il regime giuridico-fiscale. Tanto precisato, la Chiesa al suo interno approva il bilancio e/o il documento economico tutti gli anni. Non esiste invece un regime od obbligo di pubblicità particolare. E’ quello che fanno la gran parte delle associazioni religiose o confessionali.
Anche con riferimento alle cosiddette “donazioni” che non sarebbero tali, l’osservazione del sig. Luca Poma permette di chiarire, a parte confusioni terminologiche e cattive traduzioni dall’americano, che nella Chiesa vi sono prezzi, donazioni e contribuzioni.
Sinteticamente:
- I prezzi sono quelli relativi ai libri. Sono prezzi di copertina e secondo il regime fiscale proprio, contengono l’IVA che viene assolta dall’Editore, indicato in epigrafe all’opera, che è una società commerciale;
- Le donazioni sono quelle che non prevedono alcun corrispettivo e sono quelle effettuate all’Associazione Internazionale degli Scientology o per promuovere le campagne della Chiesa o, ultimamente, anche per l’acquisto degli edifici sede delle associazioni;
- Le contribuzioni sono quelle relative all’acquisto dei servizi, soprattutto “auditing”, la consulenza spirituale personale, e il “training”, lo studio delle scritture di Scientology. Sarebbero prezzo se non fosse che sono corrisposte solo da soci per i servizi della Chiesa che, come nella maggioranza delle associazioni di tendenza, sono riservate ai soci e, quindi, le contribuzioni contengono la promozione dello scopo associativo ideale al quale si è aderito. Infatti, sia l'auditing che il training sono extra-commercio.



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