La casa non è un diritto ma un bene di lusso

Venerdì, 2 ottobre 2009 - 08:00:00

Spettabile Redazione

sento la necessità di argomentare con voi circa il problema della casa nel caso specifico a Roma anche se la questione temo sia estendibile a vaste zone del territorio nazionale. La questione è ovviamente rivolta ai costi delle case nella capitale che la si compri o che la si affitti, anche se il secondo caso è quello che mi riguarda più da vicino e che meglio conosco viste la mia attuale situazione. A tentare di farla breve questi sono assolutamente sproporzionati rispetto ai parametri della vita quotidiana reale, della gente reale, nel mondo reale. Ma qualcuno se ne vuole accorgere? E sì perché miei cari immobiliaristi e oziosi proprietari di beni legati al mattone questa non è Second Life o il Monopoli.

Esporrò la mia esperienza certo che l'eventuale lettore ci si riconosca dentro come in un pezzo di Vasco, quindi mi scuso in anticipo per la narrazione dei fatti miei con il solo scopo di citare un esempio certificando la mia assoluta intenzionalità di non arrogarmi alcuna priorità di carattere social-abitativa. Da novembre 2003 vivo in un bilocale nel quartiere romano di S.Lorenzo. Contatto avvenuto tramite conoscenza diretta. Urgenza di trovare una casa. Totale 900,00 euro di mensilità per l'affitto a nero, più le spese. All'epoca sono single così i primi anni mi organizzo con un amico dividendo assolutamente a metà gli effettivi costi dell'abitazione.

All'inizio addirittura pagavo io qualcosa in più, senza quindi avere fini speculativi nei suoi confronti, circostanza per la quale mi è anche capitato di essere deriso da qualche conoscente. Un anno fa il mio amico va via e viene ad abitare con me la mia fidanzata con la quale ci permettiamo (da svegli) anche sogni di un ipotetico matrimonio. Siamo due liberi professionisti e ci diamo da fare come tanti altri per tirare avanti ma 900,00 euro sono troppi e sproporzionati appunto, anche tenendo conto dello stato della casa che necessita di opere di manutenzione importanti a carico del proprietario che nonostante numerosi solleciti non vengono eseguiti. A seguito di un infiltrazione dal tetto un metro quadro di soffitto mi e caduto a 20 cm di distanza, tanto per dirne una.

Esprimo le mie lamentele per diversi mesi ma il proprietario fà lo gnorri e anzi, tocca a me l'onere di litigare con il “valente” amministratore del condominio che assieme a qualche improvvisata segretaria mi danno anche del bugiardo. Faccio lo gnorri anch'io e tardo a pagare qualche mensilità. Come era ovvio ora sì che il proprietario si fa vivo e guarda caso intimorito dall'interruzione dell'idillio mi comunica la sua decisione di vendere l'immobile o di reintrodurvi una manciata di agiati studenti che qui nel quartiere aspettano che si liberi un appartamento con la stessa bramosia con la quale si aspetta che si liberi un tavolo in un pub del Centro.

Qualunque sia il reale motivo del cambio di utilizzo l'importante è attivarsi per mandare via l'ormai “fastidioso” inquilino. Costi quel che costi. Io riesco dopo stressanti trattative a prendere un po' di tempo per trovare un'altra sistemazione. E dico stressanti. Il carico psicologico subito da entrambi (me e la mia fidanzata) mette seriamente a rischio la nostra relazione e la nostra salute. Il problema arriva ora. La ricerca di una nuova sistemazione. E sì perché in una situazione del genere “una sistemazione” è il massimo che si riuscirà ad ottenere.

Alla “Casa” permettetemi io dò un altro, più profondo e completo significato (sempre da sveglio). Nessuno di noi due possiede famiglie agiate che ci possano aiutare a fare passi significativi per cui esaurito il giro delle conoscenze (il più delle volte alle prese con il medesimo problema) si guarda agli annunci immobiliari. E lì ci si sente come si sentirebbe un bambino goloso davanti alla vetrina di una pasticceria. Ma non perché ci si stia consumando la saliva davanti ad una villa con piscina, un attico a Piazza Navona o un albergo a Parco della Vittoria, bensì ad un appartamento camera e cucina fuori dal Raccordo Anulare.

Si leggono riviste del settore che non ci appartengono, sembrano non appartenere neanche al nostro paese. La mia ragazza ha un cane da più di dieci anni che sarà costretta a non tenere più con sé, mica vorrai un terrazzo o addirittura 1 mq di giardino?!? Ma in fondo “è solo un cane”.

Quindi ci si allontana sempre di più, 20, 30 se non di più Km per risparmiare qualche soldo che verrà immediatamente reinvestito in carburante per gli spostamenti logistici. Quindi... La casa è un lusso, non un diritto! E' la conclusione alla quale inevitabilmente giunge qualsiasi coppia, famiglia o individuo che fino a prova contraria ha dignità pari ad altri e quindi meritorio di poter avere una “abitazione” e non solo una “dispensa” da occupare con la sua presenza e quella dei suoi beni personali. E fino a qua si parla solo di inconvenienti di carattere economico che seppure determinanti non sono i soli a sopraggiungere.

Perché io che da 42 anni vivo in una città, la mia Città devo essere costretto a decentrami, allontanarmi perdendo i miei riferimenti, la prossimità dei miei amici, rischiare di dover cambiare lavoro oltre tutte le difficoltà prima menzionate? Mica faccio la carriera diplomatica o il militare! Esilio forzato e nessuno mi darà una medaglia. Nessuno lo saprà. E se sono costretto addirittura a cambiare comune se non provincia? I soldi delle mie tasse fanno proprio schifo? Sono buoni, non sono quelli del monopoli. Anche questo aspetto conterà qualcosa.

Il racconto può finire qui anche se potrei scrivere (e credo lo farò) un libro sull'argomento vista la mia esperienza in merito. Ho già in mente il titolo ma non lo dico per motivi editoriali... Il motivo di queste righe (non poche, mi scuso ancora) è la soddisfazione di raccontare ciò che ci succede in questi frangenti. Questo riesce a sublimare almeno in parte quel senso di sottomissione e di impotenza oltre alla sensazione di perdita di dignità sociale che deriva dal non saper a chi rivolgersi per poter tutelare i propri diritti. Calpestati e ignorati. Ho bisogno di una abitazione non devo comprarmi il SUV! Trovo paradossale che questi meccanismi portino tanti individui con un problema comune anziché ad associarsi e ad acquisire contrattualità, a farli ritrovare soli ed impotenti mentre al contrario perverse circostanze rendono più forti pochi (al confronto) speculatori, proprietari di immobili che godono la “fortuna” di possedere un bene della cui reale importanza sociale non hanno minimamente idea. Il sottoscritto ha avuto il privilegio di lavorare nel passato per l'assistenza ai barboni di Roma (giustappunto “senzatetto”).

Tra tante provocazioni che ascolto sui media nazionali avrei voglia di inserire l'obbligatorietà per tutti gli elementi di cui sopra (i noleggiatori di immobili a scopo di lucro) di un mese di vita “homeless”. A mò di servizio civile. Li aiuterebbe di sicuro ad ampliare la propria coscienza non usandola solo per consultare il proprio estratto conto. Trovo un paradosso anche nel dimenarsi sulla pubblica piazza per avere pur rispettabili 50 euro di aumento sullo stipendio accettando altresì di pagare un affitto da strozzini. Credo che siamo violati i principi base del Welfare.

C'è poi tutto un capitolo da svolgere circa il rapporto qualità/prezzo degli immobili legata all'elementare quesito: Perché devo pagare un appartamento vecchio quindi usato come se fosse nuovo se non di più senza troppo tenere conto delle condizioni del bene stesso proprio perché di “seconda mano”? Abitare vicino alla tangenziale è un privilegio o una sfiga da scalare sul prezzo? Il proprietario di un immobile mi chiede referenze e garanzie. Chi garantisce a me riguardo il proprietario? Chi ti conosce! Perché è l'affittuario a dover sborsare pure i soldi per l'eventuale agenzia di turno? Questa è incaricata dal proprietario mica da me? A quando la creazione di un personaggio incaricato ad esempio da una associazione di consumatori che tuteli il futuro inquilino nel momento della transazione, per gli aspetti oltre che contrattuali anche di carattere pratico circa lo stato della casa?

Io mica affitto casa tutte le settimane e posso non conoscere aspetti importanti. Ad essere maggiormente interessate da queste “beghe” mi sono reso conto che sono soprattutto le zone universitarie, gli studenti in fondo sono di bocca buona e non li biasimo troppo in quanto hanno da studiare come attività primaria. Magari Urbanistica. Altro capitolo riguarderebbe verifiche e controlli sulla stipula di contratti o meno nei confronti dei proprietari ma giuro che per ora la smetto qua. Mi permetto infine di evidenziare gli stress psicologi che questioni del genere subisce l'individuo o la coppia quindi la famiglia. Sono problemi sociali o no? La famiglia non è la società di partenza su cui si basa uno Stato? Potrebbe essere importante che goda dei requisiti minimi di sopravvivenza, a tutti i livelli. Qualcuno senza cultura dirà “che siamo in Italia”. Vorrà dire che sarò costretto a cambiare non solo Comune o provincia ma anche Stato.

Maurizio - Roma

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