La violenza si vince con la democrazia
Di Marisa Nicchi
La violenza si vince con la democrazia. Non con le leggi speciali in discussione, non con la sospensione della libertà di manifestare. E' come nel caso della paura, per superarla è consigliabile uscire nel mondo, non chiudersi.
Così, la risposta più costruttiva per non sottostare al volere tirannico dei pochi manovratori di Piazza San Giovanni è la partecipazione, incluso la libertà di fare cortei e di frequentare le piazze. Con il rispetto delle leggi che già ci sono. E' il modo per riconnettersi al corteo pacifico che, a Roma e nel mondo, ha indicato il cuore dei problemi: cambiare il rapporto tra finanza e democrazia e redistribuire ricchezza nuova.
Un questione democratica globale di prima grandezza. Invece, in un gioco di specchi tra violenti e governo, si vietano cortei e in futuro il loro svolgimento dovrà essere coperto da una fideiussione degli organizzatori. La cura ripropone i virus della malattia: autoritarismo senza autorità e dio denaro che tutto compra. Lo Stato di diritto è intangibile: manifestare è democrazia, violenza è tirannia.



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