La protesta/ Donna si appende con i ganci in un negozio per salvare gli squali

Venerdì, 5 settembre 2008 - 09:45:00

Roma/Giornata contro la mattanza dei delfini

Appesa con i ganci conficcati nella schiena per quindici minuti. Per protestare contro la caccia agli squali. E' accaduto a Londra all’interno di un negozio della centralissima Regent Street, trasformatasi in mattinata nel palcoscenico di una protesta non violenta contro la caccia agli squali.
A creare la protesta pacifica Alice Newstead che si è fatta appendere al soffitto proprio come la carcassa di uno squalo, con tanto di ganci conficcati nella schiena,



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Il gesto fa parte di una più ampia campagna animalista per cercare di proibire la pesca di questi animali in tutto il mondo. Alice Newstead, di professione artista specializzata in performance, al termine della dolorosa protesta in un negozio della catena di cosmetici Lush ha dichiarato: "Lo faccio perchè la domanda di minestra di squalo e altri prodotti fatti con le sue pinne lo stanno portando all’estinzione".

In particolare la Newstead chiede venga abolita la pratica che vede lo squalo mutilato delle pinne (una prelibatezza, secondo molti) e ributtato in mare ancora vivo.

La donna ha rassicurato i passanti che la guardavano appesa nelle vetrine del negozio di Regent Street: "Ho il dorso, le braccia, le gambe e lo stomaco già con vari piercing; perciò non è stato particolarmente difficile". La campagna in difesa degli squali è promossa dall’associazione per la tutela della fauna marina Sea Shepherd.

Il gesto fa parte di una più ampia campagna animalista per cercare di proibire la pesca di questi animali in tutto il mondo. Alice Newstead, di professione artista specializzata in performance, al termine della dolorosa protesta in un negozio della catena di cosmetici Lush ha dichiarato: «Lo faccio perchè la domanda di minestra di squalo e altri prodotti fatti con le sue pinne lo stanno portando all’estinzione».

In particolare la Newstead chiede venga abolita la pratica che vede lo squalo mutilato delle pinne (una prelibatezza, secondo molti) e ributtato in mare ancora vivo.

La donna ha rassicurato i passanti che la guardavano appesa nelle vetrine del negozio di Regent Street: «Ho il dorso, le braccia, le gambe e lo stomaco già con vari piercing; perciò non è stato particolarmente difficile». La campagna in difesa degli squali è promossa dall’associazione per la tutela della fauna marina Sea Shepherd.

 

 

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