L'Aquila, mancava un pilastro nella casa dello studente
Indagini chiuse. L'ala nord della casa dello studente dell'Aquila ha collassato anche per la mancanza di un pilastro portante, causando la morte di 8 studenti la notte del 6 aprile scorso. Lo si afferma nella perizia consegnata alla Procura della Repubblica dell'Aquila dai consulenti Francesco Benedettini e Antonello Salvatori, nell'ambito dell'inchiesta che vede indagati, per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, 15 tra tecnici e costruttori con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. 
La casa dello studente crollata all'Aquila il 6 aprile 2009
Il voluminoso documento conferma quanto anticipato nei mesi scorsi anche circa le responsabilità umane precise nel cedimento della struttura, realizzata nel 1965 come magazzino privato ed adibito a residenza universitaria nel 1980. I periti confermano anche altre indiscrezioni, tra queste: il fatto che la scala di emergenza - oggetto della penultima ristrutturazione, nel 2002 - e' crollata perche' non era saldamente attaccata alla struttura, e che le travi e i pilastri del piano terra - nello spazio della mensa - erano intrisi di umidita'.
Tra le altre anomalie riscontrate dai tecnici, ci sono il sovraccarico sul tetto crollato, causato dai pannelli solari (circa 400 chilogrammi) e dai serbatoi d'acqua, ed il fatto che le travi ed i pilastri del piano terra - nello spazio della mensa - erano intrisi di umidita'.
Come se non bastasse al di sopra della casa dello studente c'era un grosso terrazzo non impermeabilizzato e quindi esposto alle piogge. Proprio la situazione di travi e pilastri e' quella denunciata dagli studenti che ai magistrati hanno raccontato di avere visto e denunciato "colonne che trasudavano".
Dentro al calcestruzzo dell'armatura era presente acqua tanto da rendere debole la struttura. La perizia, dopo l'accesso agli atti concesso dalla Procura, e' anche nelle mani delle difese che stanno organizzando le strategie per i loro assistiti.
Nell'ambito dell'inchiesta, il procuratore Alfredo Rossini e il sostituto, Fabio Picuti, ascoltarono nell'ottobre scorso anche l'ingegnere Giuseppe Carraro Moda, ex docente di estimo della facolta' di ingegneria dell'universita' aquilana il quale, in relazione ai crolli del 6 aprile dichiaro': "Effettivamente la sorveglianza sull'edilizia era scarsa e le imprese facevano quello che volevano, anche delle cose non regolari" e riferi' di avere consigliato di non tornare a dormire in quella struttura ad alcuni studenti che lo avevano chiamato allarmati.



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