L'Aquila/ Cittadino iracheno muore per sciopero della fame
Aveva avviato uno sciopero della fame perchè riteneva ingiusta la sua condanna ad un anno e tre mesi per tentata rapina emessa dal Tribunale di Milano. Per questo motivo un detenuto iracheno, prima a Vasto e poi all'Aquila è morto. L'uomo ha avviato uno sciopero della fame che in poco tempo ha debilitato il suo fisico minuto, rendendo impossibile il recupero anche quando, aiutato da personale e psicologi, è tornato sulla sua decisione di lasciarsi morire.
Il corpo di Ali Juburi, 40 anni, è nell'obitorio dell'ospedale dell'Aquila. Nel capoluogo di regione era stato ricoverato il 28 maggio con un trattamento sanitario obbligatorio. Era stato necessario. Lucido, anche se debilitato, il detenuto aveva infatti rifiutato di rimanere per farsi curare. Era stato appena trasferito dal carcere di Vasto, dove 15 giorni prima aveva cominciato a digiunare.
Contadino nel suo paese, la promessa di partecipare ad un corso di giardinaggio lo aveva fatto tornare a sperare. "Abbiamo interessato l'ambasciata per vedere se vogliono rimpatriare la salma - ha detto oggi il direttore del carcere Tullio Scarsella -. In caso contrario, sarà sepolto nel cimitero aquilano a spese dell'amministrazione penitenziaria come prevede il regolamento. Stiamo anche cercando un Imam per lo svolgimento del rito funebre secondo le loro tradizioni".



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