K2/ Confortola è salvo
E' finalmente stato portato in ospedale Marco Confortola, l'unico supertiste della tragedia avvenuta sul K2.
"Quello che è successo sull'Himalaya è stato un insieme di tante cose, una è stata la sfortuna", spiega l'alpinista valtellinese ma, dice, "c'è stata anche un po' di lazzaronaggine.
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Una corda di 200metri, molto leggera ma resistente che andava sul traverso non è stata portata da un portatore un po' lazzarone e ci sono stati i primi guai". "Il primo morto, un serbo -prosegue il racconto-, c'è stato perché la sosta non è stata messa bene: è stato messo il cavo corto, che è stato portato probabilmente perché pesa la metà".
"E lì abbiamo perso del tempo - racconta ancora Confortola - abbiamo passato circa un'ora e mezza sotto un seracco di 200 metri e a 8.400 è una cosa da non fare, siamo arrivati in cima è arrivato il buio, nel frattempo tirava un vento non fortissimo ma ha coperto le tracce in discesa. E poi è successo il macello, andavano pezzi di persone dappertutto".



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