C'è la crisi: in vacanza è l'anno delle sveltine e del mordi e fuggi

Lunedì, 9 agosto 2010 - 09:00:00

 LO SPECIALE

E c'è, come nel film "I mari del Sud" di Diego Abatantuono, chi finge di partire per le vacanze: "Sono ai Caraibi". Ma invece tapparelle giù e luce spenta rimane per tutte le ferie in casa

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Vacanze. “Con quanto si va?”, si chiedono gli italiani a pochi giorni da Ferragosto. “Dove si va?”, si chiedevano un tempo gli stessi italiani con largo anticipo sulle ferie. Allora, scattata l'ora x, il capofamiglia stipava nell'auto moglie, figli, valigie a più non posso e si partiva per lunghi, meritati soggiorni. Oggi, invece, si fa la sveltina vacanziera. Ovvero: breve, economica, spesso arrabattata. Mordi e fuggi. Parti e vai. Dove ti porta il portafoglio.

Le difficoltà economiche hanno costretto gli italiani, volenti o nolenti, a cambiare abitudini e stile di vacanza”. A svelare ad Affaritaliani.it i trend dell’estate 2010 è Roberto Gentile, co-fondatore dell'Associazione Italiana Network Turistici con un’esperienza ventennale alle spalle (Alpitour, Viaggi del Ventaglio, Frigerio Viaggi Network, di cui è stato amministratore delegato per 11 anni). Collabora come formatore con il MIB Trieste, l’università IULM di Milano, la Luiss di Roma e ha pubblicato due libri per Hoepli, “Agenzie di viaggi e network” e “Vendere viaggi in Italia”.

La recessione si fa sentire. A partire innanzitutto dal numero di quanti resteranno a casa: il 46,3% della popolazione per Federalberghi (nel 2009 era il 43,8%), il 58% secondo Confcommercio e Censis. Di sicuro, più degli anni scorsi. E anche chi parte lo farà all’insegna della sobrietà, riducendo la durata del soggiorno. Vacanze brevi, insomma. Non consola, ma perfino i reali di Spagna hanno annunciato che trascorreranno un periodo di riposo meno lungo ed economicamente dispendioso del solito: partiranno a fine mese per le Baleari e utilizzeranno con parsimonia lo yacht.

Dunque il punto di partenza degli italiani è mutato: non più dove, ma quanto. “I clienti non entrano più in agenzia chiedendo informazioni su una destinazione ben precisa che vogliono visitare – spiega Gentile. – Piuttosto, si presentano con un budget a disposizione e adeguano le loro richieste all’offerta del mercato”.

E poi è cambiato anche il quando. “Non prenotano più in anticipo, prendendosi tutto il tempo necessario per pianificare, ma improvvisano quando sono ormai sotto data”, aggiunge Gentile. Se anni fa si sfogliavano i cataloghi ancora in pieno inverno, nel clima attuale di incertezza non ci si fida a programmare spese sul lungo periodo, ma si aspetta l’ultimo minuto per essere sicuri che il piatto non piange.

La riscoperta della seconda casa è un’altra tendenza dell’estate 2010. “La classica vacanza d’agosto, che spaziava dalla fine di luglio all’inizio di settembre, non esiste più", continua Gentile. "Oggi il tempo dedicato alla vacanza “importante” è una settimana, due al massimo, tendenzialmente a cavallo di Ferragosto. Meta classica la Sardegna, per chi può permetterselo. Poi si sfrutta la casa di villeggiatura, che magari negli anni scorsi era rimasta chiusa, a Loano piuttosto che in Riviera o in Val d’Aosta”.



LE IMMAGINI

Tunisia, Egitto, Grecia. “Sono molto in auge le destinazioni economiche del Mediterraneo”. L’Italia, in generale, è piuttosto cara, ma anche nel nostro Paese ci sono mete a costi contenuti: “Negli ultimi anni è stata presa d’assalto la Puglia, in particolare il Salento, finora poco valorizzato anche per le difficoltà logistiche nel raggiungerlo”.

Influiscono sulle scelte degli italiani anche le compagnie low cost. “Prima i clienti volevano andare a Londra e le società aeree si adeguavano, oggi è il contrario. Le compagnie low cost propongono voli per mete poco conosciute e creano un mercato”. Così, oltre alla vacanza breve, ci sono i weekend lunghi alla scoperta di città nuove, soprattutto nell’Est Europa: da Tallin in Estonia a Cracovia in Polonia, da Timisoara in Romania a Vilnius in Lituania.

Infine, prenotare su Internet piuttosto che in agenzia viaggi non è più così conveniente. “Si è scoperto che anche l’on line ha costi da sostenere, per esempio di personale, e che i prezzi di alberghi, trasporti e soggiorni non si possono comprimere più di tanto”. Quindi, la scelta è del tutto soggettiva. Chi preferisce va in agenzia a sfogliare i cataloghi, chi è più appassionato di viaggi fa da sé: “Navigando on line si anticipa il piacere della vacanza”, conclude Gentile.

Gemma Petroselli

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