Salute/ Italiani, da oggi i denti si curano con la melanzana
Di Silvia Finazzi
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Nella nostra bocca vivono più di 700 ceppi batterici diversi, che costituiscono la cosiddetta "microflora orale". In condizioni normali, sono in equilibrio fra loro e tutto procede al meglio. In alcuni casi però il sistema si altera e i batteri "cattivi" prendono il sopravvento. La colpa? La principale responsabile è un'igiene poco accurata: lavarsi poco e male i denti favorisce l'accumulo della placca dentale, che funziona un po' come un tetto isolante. Al di sotto di questa "cappa", infatti, si crea un ambiente privo di ossigeno, l'ideale per lo sviluppo dei batteri patogeni, che iniziano a colonizzare la zona causando delle infezioni del cavo orale.
Una cosa di poco conto? Non proprio…Le prime a essere colpite sono le gengive, che sanguinano al minimo contatto con lo spazzolino (si parla di gengivite). Se il problema viene trascurato, l'infiammazione può estendersi alle strutture circostanti, distruggendo le fibre parodontali e l'osso alveolare che sorregge i denti. Compare così la parodontite: si formano delle tasche, che minano la stabilità del dente, portando alla sua perdita. Si calcola che solo in Italia 6 persone su 10 presentino una forma di malattia parodontale, che nel 10% dei casi è di forma grave.
Ma non sono solo i denti a risentirne. Il simposio di Barcellona ha svelato che dalla bocca l'infezione può estendersi a tutto l'organismo. Gli esperti hanno scoperto, infatti, che il sistema circolatorio può trasportare in tutto il corpo i batteri che non sono stati eliminati dalla microflora orale, innescando pericolose reazioni infiammatorie a distanza. In particolare, si è visto che la parodontite rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari: i batteri e i fattori infiammatori, dalla bocca, possono arrivare fino a cuore e coronarie, favorendo trombosi (formazione di coaguli di sangue che ostacolano la circolazione) e accumulo di colesterolo nei vasi sanguigni.
Non solo, secondo l'American Academy of Periodontology forme gravi di parodontite possono rivelarsi un fattore di rischio importante nell'evoluzione del diabete. "Le persone affette da parodontite hanno fino a tre volte in più la possibilità di sviluppare il diabete" afferma il professor Robert J. Genko, dell'Università di Buffalo, New York, esperto di Biologia e Microbiologia del cavo orale.
Perfino il buon andamento della gravidanza sarebbe correlato alla salute dei denti. "Negli USA dal 1990 al 2000 i casi di parti pretermine (meno di 37 settimane) sono aumentati del 10% e tra questi un'alta percentuale è attribuibile alla presenza di una malattia parodontale" sostiene il professor Panos Papapanou, del Columbia University College of Dental Medicine di New York. Le infezioni orali, dunque, non sono dannose solo per la salute della mamma, ma anche per quella del bambino. "La malattia parodontale porta ad esposizioni microbiche nel sangue a danno del feto" spiega l'esperto.
Allontanare questi rischi, però, è semplice. I dentisti e i ricercatori sono concordi nel ritenere che la parodontite non possa comparire in una bocca correttamente pulita. Basta, quindi, osservare alcune regole per stare del tutto tranquilli. L'arma migliore? L'igiene orale in tre fasi, ossia: usare correttamente (con movimenti verticali) lo spazzolino due-tre volte al giorno, completare la rimozione della placca con il filo interdentale e servirsi dell'aiuto di prodotti specifici, come collutori anti-placca. E' importante anche sottoporsi a regolari controlli dal dentista, che, fra le altre cose, può indicare i fattori di rischio più comuni per le malattie dentali (età, fumo, alimentazione squilibrata, uso di alcuni farmaci).
Da oggi c'è un nuovo alleato in questa battaglia: il primo e unico probiotico specifico per la cura della salute orale, il Lactobacillus reuteri Prodentis. I probiotici sono microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, esplicano un'azione benefica per la salute dell'ospite. Fino a ieri i più conosciuti erano quelli "amici" dell'intestino.
Ora c'è anche GUM PerioBalance, che ha una tripla azione: produce la reuterina, una sostanza antimicrobica in grado di bloccare i batteri responsabili delle malattie parodontali, della carie e dell'alitosi, risiede nel cavo orale - aderendo a saliva e mucosa - e ha un effetto antinfiammatorio. La sua efficacia è stata dimostrata da uno studio clinico: il suo impiego regolare per quattro settimane riduce i casi di gengivite e placca giudicati moderati o gravi rispettivamente del 59% e del 42%. Del resto, a ogni somministrazione - compressa o chewing gum - rilascia nel cavo orale ben 200 milioni di lattobacilli attivi. Una "pioggia" davvero benefica.



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