Una famiglia su sei ha un fucile in casa. La senatrice Adamo ad Affari: "Dieci milioni di armi e pochi controlli"

Venerdì, 30 luglio 2010 - 13:00:00

Di Floriana Rullo

adamo

"Quante altre giovani donne, mogli o fidanzate, ancora devono morire? Quanti vicini di casa devono perdere la vita per squallide liti o quanti semplici passanti occasionali devono subire momenti di follia altrui per convincerci che l'attuale normativa così non va?" La Senatrice del Pd, Marilena Adamo, sceglie Affaritaliani  per commentare i casi di violenza di questi ultimi giorni e la facilità con cui il porto d'armi viene rilasciato in Italia.

"La normativa sulla concessione e sul rinnovo del porto d'armi va rivista. Per quello ho posto all'attenzione del Senato il Ddl. Anche nell’ultimo caso in provincia di Lucca, tre vittime, l’omicida aveva la licenza per la detenzione dell'arma che ha usato per uccidere. Anche in questo caso come in tanti, troppi precedenti, era da tempo in cura ai servizi psichiatrici. Questo circolo vizioso per cui i medici non sanno chi detiene armi e le istituzioni che rilasciano i permessi non sanno chi ha disturbi psichiatrici, deve essere spezzato. E’ tempo che il Parlamento dia una risposta ai parenti delle vittime e affronti responsabilmente la questione: questo sì sarebbe un vero contributo alla sicurezza dei cittadini, al di là dei facili slogan securitari di certa parte della maggioranza".

I CASI - L'ultimo caso in ordine cronologico è quello di Loreto. Due donne uccise e una terza ferita dai proiettili calibro 7,65 esplosi da Claudio Alberto Sopranzi, guardiano di camping che in un raptus di follia è entrato nella sua casa e ha sparato all'impazzata. Uno dei 3mila italiani legittimati al possesso di una pistola.

Ma c'è anche il caso di Paolo Iacconi, il rappresentante che il 23 luglio ha ucciso i suoi ex datori di lavoro a Massarosa e poi si è suicidato: aveva il nulla osta per detenere armi, ma solo in casa, nonostante lunghi ricoveri in clinica per depressione. E ancora: Riccardo Regazzetti che ha usato il porto d'armi sportivo per comprare la Glock calibro 9 con cui ha ammazzato l'ex fidanzata ad Agnadello, nel Cremasco. E poi Gaetano De Carlo, il "killer delle ex" che il 29 giugno ha ammazzato due volte tra Chieri e Cremona. Come in molti, molti altri casi.

"Di casi di cronaca ne sentiamo a decine ogni giorno" continua la Senatrice Adamo "A partire dal caso di Andrea Calderini, che a Milano, in via Carcano, ha ucciso una vicina di casa, ferito gravemente tre passanti, ammazzato la moglie 22enne e poi ha rivolto l'arma contro se stesso. Era regolarmente in possesso del porto d'armi. La figlia della vittima, Guaraldi, che perse la mamma ha messo in piedi un comitato delle vittime per interessare il consiglio comunale. Il fatto colpì molto la sensibilità dei milanesi. Il fatto che questa persona, già in cura con due Tso, trattamenti sanitari obbligatori, fosse ancora in possesso regolare del porto d'armi suscitò molto sgomento".

E poi? "Ci fu un primo progetto di legge" continua la senatrice Adamo"il piano De Corato, già allora vice sindaco di Milano, firmato da tutti. Sia in uno che nell'altro fronte. Ma allora non se ne fece nulla perchè cadde il governo".

E ora ripresenta nuovamente il Ddl: "Certo, l'ho ripresentato con alcune correzioni. Il punto è che si deve rendere più stringenti le regole per i rilasci e i rinnovi. Si dovrebbe presentare anche la certificazione della salute psichica. Cosa che ancora non viene fatta. Tutta la normativa che si è affaccendata nel corso degli anni dà più attenzione alla onorabilità della persona (che non si abbiano precedenti etc.) che non all'equilibrio psichico. Se si ha seguito anche il caso di Lucca, la persona era da 3 anni in cura e continuava però ad essere detentore di arma per uso della difesa personale. Non avrebbe potuto portarla fuori. Ma chi controlla?"

pistola



LE FAMIGLIE ARMATE-
Ma quante sono le armi sparse in Italia? E quali sono i requisiti richiesti per ottenere il porto d'armi? Non è facile fare una stima delle armi che circolano in Italia. Secondo l'Eurispes sono circa 10 milioni le armi legali presenti in Italia, con almeno quattro milioni di famiglie "armate",  una su sei quindi.

Ma i porto d'arma per la difesa personale sono piuttosto limitati: solo 34 mila. A questi, bisogna aggiungere i circa 50mila permessi rilasciati a guardie giurate. In netto calo anche il porto d'armi che un tempo era il più diffuso, quello per la caccia, che ha visto i due milioni di titolari degli anni passati scendere oggi ad "appena" 800mila. In  crescita  invece i permessi per uso sportivo (tiro a volo o tiro a segno) che comunque non superano, secondo le diverse fonti, i 178mila. Per un totale di due milioni di permessi.

LO SPECIALE

Ddl sul porto armi:
ECCO IL TESTO 

Sarebbero invece, stando sempre al rapporto Eurispes, almeno tre milioni gli italiani che hanno denunciato la presenza di armi in casa, ereditate o inservibili. Dopo il boom degli anni Settanta e l'introduzione di norme sempre più rigide per adeguarsi alla normativa europea, il numero dei permessi per il porto d'arma per difesa è stato fortemente ridimensionato: le 41.395 licenze concesse nel 2002 sono scese nel 2003 a 36.494 nel 2003 per calare ulteriormente a 34.274 nel 2004. In compenso sono aumentate le richieste: nella sola Roma le 5.000 richieste presentate nel 2003 sono salite a 9.800 nel 2005 e a 11.250 nel 2006. La Provincia di Roma comunque segue, nella classifica della città "più armate", Torino e Milano. Ci sono poi casi particolari come quello della provincia di Nuoro dove si contano 1.200 possessori di porto di pistola e 17.700 cittadini con porto di fucile "per uso venatorio" con una media pari ad un'arma ogni 10 abitanti.


"Ancora troppe le concessioni" afferma la Senatrice Adamo: "C'è un buco nella normativa che va colmato. Ci vuole una banca dati accessibile per chi dà queste autorizzazioni. Sia per chi lavora nel campo dei malati mentali e che deve segnalare il trattamento di salute mentale che viene effettuato una persona alle autorità competenti"

LE NORMATIVE AVANZATE- Eppure l'Italia ha una delle normative più avanzate nel mondo per quanto riguarda il controllo delle armi.  E se un tempo bastavano sedici anni e il consenso del papà per ottenere un permesso da caccia, oggi questo non è più possibile.

LA DOCUMENTAZIONE- Ma cosa occorre? Oltre alla maggiore età, serve avere anche un fedina penale immacolata. Per inoltrare la richiesta al prefetto occorre poi una certificazione di idoneità psico-fisica e, per chi non ha fatto il servizio militare, un'idoneità rilasciata da un poligono. La licenza che è valida per cinque anni (ma va rinnovata annualmente) tra certificati, marche da bollo e abilitazioni al tiro ha un costo minimo, poco più di 150 euro.

E poi c'è la licenza per difesa personale, rilasciata dal prefetto a chi ha dimostrato che ha bisogno di difendersi. Quella che aveva il killer di Lucca per intenderci. Viene data a chi trasporta di denaro, chi corre il pericolo di essere sequestrato, chi fa una professione a rischio insomma. Ai questori invece è delegato il rilascio dei permessi per caccia e tiro a volo. "In realtà ogni cittadino sano di mente, che non si ubriachi o non si droghi e che non sia pregiudicato o malfamato o obiettore di coscienza ha diritto di acquistare armi. Chi non ha una licenza di porto d'armi può richiedere un apposito "nulla osta" che permette di avere una pistola in casa ma non di portarla in giro".

In Italia ci sono quasi 10 milioni di armi che rischiano di essere usati da impiegati licenziati e amanti frustrati che sparano e uccidono: "Le vittime sono sempre più spesso donne, con mariti diffidati dal poterle avvicinare. Il Ddl è stato aperto in Commissione, tra l'altro sta arrivando anche una direttiva dell'Unione Europea un po' più restrittiva sulla detenzione. E' stata fatta dal sottosegretario Mantovano".

"Ma il provvedimento trova ostilità: cacciatori, sportivi, collezionisti si sentono discriminati". Conclude la senatrice Adamo:  "Le categorie interessate devono aiutarci a modificare il testo ma senza modificarne l'obbiettivo. Non voglio più dover leggere sui giornali di folli in possesso di un'arma che uccidono in un raptus perchè nessuno ha fatto in modo che ciò non avvenisse".

 

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