Salute, ecco come sopravvivere a una valanga
Una valanga nella storia. E' quella accaduta nel 2010 in val Sarentino. La valanga in questione entra nella letteratura medico-scientifica internazionale. Che cosa è successo? Uno scialpinista venne estratto vivo dopo essere rimasto completamente sepolto dalla neve per più di due ore.
Fu portato immediatamente all'ospedale di Bolzano. Durante la fase di riscaldamento, condotta con metodiche non invasive, il paziente manifestò una combinazione di complicanze particolare, se non unica. O comunque mai riportata nella letteratura specialistica. Dopo 24 ore di rianimazione e soli 2 giorni di ricovero in medicina generale lo scialpinista viene dimesso in salute e senza conseguenze. I ricercatori dell'Istituto di medicina d'emergenza dell'Eurac hanno studiato il caso e redatto un articolo pubblicato da Annals of Emergency Medicine, la rivista scientifica americana di riferimento per la medicina d'emergenza.
"Ora, con questa pubblicazione, questo caso clinico è alla portata di tutta la comunità scientifica e può diventare il punto di partenza per studi sperimentali focalizzati sullo studio dell'uso di queste metodiche e sulle possibili complicanze", commenta Hermann Brugger, direttore dell'Istituto di medicina di emergenza in montagna dell'Eurac: "La pubblicazione dei casi clinici sulle riviste scientifiche offre spunti importanti per la ricerca medica — spiega spiega Giacomo Strapazzon, medico e vicedirettore dell'Istituto — talvolta sono descrizioni di casi clinici singolari, spesso invece vengono riportati casi normali che riguardano la pratica clinica quotidiana e hanno quindi una valenza didattica. In questo caso abbiamo descritto il caso nel dettaglio, spiegando le reazioni del paziente e il processo con cui è stato trattato dai medici. In questo modo l'articolo può essere di supporto per l'attività formativa del personale medico e dei soccorritori".



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