Intervista/ Il ministro Zaia ad Affari: "Le mie battaglie, dal vino al McItaly"

Lunedì, 15 marzo 2010 - 08:00:00

Di Floriana Rullo

IL LIBRO DI LUCA ZAIA

"Adottare la terra per non morire di fame". Leggi la prefazione e il primo capitolo 

Made in Italy, Zaia in Cina. "Insieme contro la contraffazione" 

Si definisce un Ministro che crede in quello che fa. Luca Zaia, Ministro delle politiche agricole e candidato per la carica di Presidente della Regione Veneto per la Lega non ha dubbi. Quando si ha un incarico bisogna portarlo a termine. E il suo da due anni si chiama Made in Italy. E dall'America alla Cina, la sua guerra l'ha portata in tutta mondo. Tra le sue prerogative c'è il territorio e il riconoscimento delle radici italiane all'estero. "Perchè i prodotti italiani devono essere tutelati ovunque". Tutti temi raccontati nel suo libro "Adottare la terra per non morire di fame" pubblicato da Mondadori. Affaritaliani.it ha intervistato il Ministro Zaia  per parlare del suo nuovo volume ma anche per fare il punto delle battaglie da lui combattute in questi due anni di operato. Dal McItaly promosso nella multinazionale McDonald, al successo per il riconoscimento della pizza italiana all'estero.

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Luca Zaia (al centro) al banco di McDonald's
Ministro Zaia, iniziamo parlando del suo nuovo scritto "Adottare la terra per non morire di fame". A chi è rivolto e di che temi tratta?
Il libro vuole essere non solo una sintesi di questi due anni di mandato ma anche una sintesi del mio pensiero. Del pensiero che io ho rispetto a molti temi. Non è un libro per addetti ai lavori. Non è un libro per gli agricoltori. E' un libro per le mamme che sono preoccupate della salute dei propri bambini, è un libro per i cittadini che sono preoccupati della salute dell'ambiente, é un libro per tutti quelli che sono preoccupati del fatto che perdere un contadino sia come perdere un pezzo di storia dei nostri territori.

Nel suo libro si paragona il mondo come ad un bicchiere sul bordo del tavolo...
Si perchè sostanzialmente si sta trascurando il grande ruolo che ha  l'agricoltura e con essa l'ambiente nella società. Basta pensare al tema Ogm, cocente in queste ore: c'è chi vorrebbe introdurre l'Ogm dappertutto. Noi siam contrari a questo. Ma è anche la riflessione rispetto ai mercati che stanno cambiando positivamente il loro indirizzo. Con mercati del food sempre più identitari. Ma il cittadino vuole sapere la storia dei prodotti che consumano. E' il segnale che dà anche McItaly, il nuovo panino proposto da Mcdonald con il patrocinio del ministero.

Cioè...
Quello dove la grande multinazionale che è McDonald che si adegua ad un mercato che sta cambiando. E vira verso un mercato identitario.

Secondo lei ci vuole un rapporto con le proprie origini, legate al territorio italiano...
E penso proprio di sì. Basti pensare a cosa sarebbe l'Italia senza la storia dei suoi prodotti tipici. Nel nostro Paese abbiamo ben 4700 prodotti tipici in Italia e sono la storia della nostra comunità. Perchè dietro ad ogni campanile c'è un prodotto tipico.


Ma come valuta la vendita di McIltaly e soprattutto ci sono altri progetti simili in vista?
Al momento sto spingendo perchè tutte le Multinazionali e tutti i gruppi mettano a disposizione i loro network per avere ben identificati i prodotti dell'agricolutura italiana. McItaly ha fatto questo. Il network, che in Italia vale 392 negozi e 600mila persone che ci entrano ogni giorno, ha creato un panino con una storia. Che è quella dei consorzi di tutela dell'agricoltura italiana. Ed è stato un exploit perchè  ha venduto circa mille tonnellate di prodotto agricolo al mese e prodotto 4 milioni di euro. Il progetto ora è di andare anche all'estero e di trovarlo anche sul piatto internazionale.


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Un successo dunque...
All'inizio era una polemica continua anche il Mc Italy. Adesso mi dicono che molte comunità locali vogliono avere il loro panino per venti giorni o un mese, in modo da promozionare le aree.
La più grande soddisfazione è stata quella di ricevere i ringraziamenti da tutti i produttori dei consorzi di tutela

A chi si rivolge McItaly?
Poi dobbiamo parlare a tutte le fasce sociali. E chi va da McDonald a mangiarsi il panino ha diritto di poter mangiare un panino fatto con ingredienti tutelati dall'agricoltura italiana come chi va al ristorante da tre stelle Michelin

Ma da dove è nata l'idea?
L'idea mi è venuta dopo che in un ristorante italiano, anche rinomato, mi è stato servito un hamburger a tavola. Come quello del Mc ma tutto tracciato, con pane e carne italiana. E mi son detto: ma perchè non possiamo farlo anche noi? Insomma l'idea è stata quella di creare un panino come quello che può fare la nonna o la mamma in casa.

E ora ci sono altri progetti che intende portare a termine?
Be dopo 17 anni è stata approvata al Consiglio dei Ministri la legge quadro sui vini, che prevede tutta la normativa enologica. Era un decreto disattivo. E poi quello che io voglio fare in futuro è mettere le origini nelle etichette dei prodotti. Perchè il consumatore deve avere informazioni riguardo ai luoghi di produzione. Abbiamo la legge in discussione alla camera che voglio riportare al voto nelle prossime settimane. Questo è il futuro, il segnale che i tempi sono cambiati. E l'etichetta e l'origine del prodotto garantiscono al cittadino di consumare prodotti italiani.

 

Un ministro legato al territorio insomma e alle proprie origini...
Io credo in quello che faccio, ma non sono figlio di agricoltore. Spesso mi dicono che sono addetto ai lavori, ma non lo sono. Bisogna credere in ciò che si fa. Quando si ha u incarico bisogna crederci, approfondire, studiare.

Ma ora, con la candidatura alla Regione, rischia di dover lasciare il suo incarico...
Premesso che i cittadini mi debbano votare prima che io lasci il Ministero, dico che sarà un dolore che potrà essere risanato dal grande amore che ho per la mia terra.


Che cosa bisogna fare secondo lei per migliorare ancora l'agricoltura italiana?
Una cosa prima di tutto. Bisogna che si riconosca l'identitarietà. Bisogna riuscire a far capire che non tutte le auto rosse sono Ferrari. Quindi bisogna far capire che non tutto il latte è italiano, che non tutto il  prosciutto è italiano. In modo tale che il consumatore possa scegliere. E questo ancora oggi non si riesce a fare perchè ci sono delle norme che lo vietano.


Lei promuove da due anni il made in Italy...
Io ne ho fatto la mia campagna da oltre due anni. Basti pensare che noi esportiamo 24 miliardi di euro di prodotti agroalimentari. E su 10 prodotti dichiarati Made in Italy solo uno lo è. Un danno da duecento miliardi di euro. Questo fa capire che potenzialità ha il nostro Made in Italy all'estero. Bisogna solo mettere in pratica la legge e farla rispettare anche all'estero.

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