Interventi inutili e pazienti in sedia a rotelle. Bufera sul policlinico di Bari
Interventi inutili e in alcuni casi mortali, pazienti finiti sulla sedia a rotelle, anche sei interventi per non asportare completamente uno stesso tumore, errori macroscopici e gravi negligenze: è quanto denunciano alcuni medici del Policlinico di Bari sul reparto di Neurochirurgia. 
Sulla vicenda l'assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, - secondo quanto riferisce Repubblica - avrebbe aperto un'inchiesta interna per verificare il fondamento delle denunce che appaiono molto dettagliate. Due anestesisti e un medico che lavorano nel reparto hanno anche inviato un esposto ai sindacati: un dossier "molto analitico che mette insieme una serie di casi sospetti, sui quali ora la Regione vuole fare chiarezza"
IL COMMENTO
La decisione di aprire un'indagine è arrivata dopo una serie di segnalazioni ai vertici dell'azienda e dell'Assessorato e sulla base di un esposto presentato ai sindacati da due anestesisti e un medico che lavorano nel reparto. Si tratta di un reparto diretto fino a qualche mese fa dal professor Pasquale Ciappetta, poi sospeso dall'azienda dopo essere stato coinvolto nell'inchiesta penale partita dalle dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini. Secondo quanto raccontato dai medici dopo la sospensione di Ciappetta nel reparto si sarebbero verificati una serie di casi di malasanità.
Interventi sbagliati o ripetuti, in alcuni casi mortali. Viene riportato il caso di una donna di 28 anni alla quale non è stata rimossa per due volte una malformazione. Ancora di un paziente terminale con metastasi che, nonostante le cattive condizioni, è stato sottoposto a un intervento e dopo una settimana è morto. Di una donna, ricoverata per una dorsalgia, operata e subito dopo diventata paraplegica. Portata nel reparto, ha avuto poi disturbi respiratori e dopo pochi giorni è morta. Un paziente con un meningioma operato e morto subito dopo. Si parla, inoltre, di pazienti operati più volte e dimessi senza ottenere una completa rimozione del tumore vanificando, quindi, i benefici di eventuali chemio e radioterapie. Sarebbe addirittura accaduto di operare sei volte uno stesso paziente con un tumore senza asportarlo completamente. Un errore o forse, come si sospetta, anche una maniera per aumentare il numero di ricoveri.



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