Integratori alimentari per un italiano su due. Ma non servono e fanno male

Sabato, 13 novembre 2010 - 13:00:00

Gli integratori vitaminici e minerali sono le sostanze più diffuse per un presunto miglioramento delle prestazioni e sono assunti rispettivamente dal 44-50% degli atleti a livello dilettantistico. Seguono, quanto a diffusione, anti-infiammatori e creatina (utilizzati da circa 15% degli atleti), diuretici (circa 10%), steroidi anabolizzanti (circa 7-8%), anfetamine (circa 6%), cocaina ed EPO (circa 2-3%). La maggior parte degli atleti si esprime contro il doping in generale, ma l'utilizzo frequente anche a livello dilettantistico e la sua diffusione negli ultimi anni fa pensare che in qualche modo gli atleti si sentano pressati a farne uso.

Questi sono i principali risultati di un'indagine condotta dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Università degli Studi di Milano, in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" e l'Istituto DOXA e con il supporto del Ministero della Salute. Sono stati intervistati 289 atleti di varie discipline frequentatori di palestre/centri fitness e 30 gestori degli stessi per conoscere le opinioni degli atleti a livello dilettantistico sulle sostanze e pratiche di doping e sui disturbi correlati a tale uso.

Secondo gli intervistati i motivi principali per cui gli atleti utilizzano queste sostanze sono per sviluppare il proprio corpo e per potersi allenare meglio e più a lungo anche in presenza di una dieta bilanciata, nonostante più dell'80% degli intervistati ritenga che anfetamine, steroidi anabolizzanti e cocaina siano dannosi alla salute. Solo il 3-6% degli intervistati ritiene, invece, dannosi gli integratori.

Il 67% degli atleti e il 57% dei gestori di palestre pensa che gli atleti sottovalutino gli effetti dannosi legati all'uso di sostanze dopanti, e il 74% degli atleti e il 60% dei gestori ritengono che anche la stampa sottovaluti tali effetti. Per gli integratori, solo il 2% degli atleti e il 7% dei gestori ritengono che l'atleta prima di farne uso si rivolga al medico per un consiglio; le percentuali diventano ancora più basse (rispettivamente dell'1 e del 3%) per le altre sostanze dopanti.

Tra gli integratori, i preparati a base di sali minerali e vitamine sono quelli ritenuti più utili, mentre i prodotti probiotici/fitoterapici e i sostitutivi dei pasti sono ritenuti tra i meno efficaci. Procurarsi gli integratori è semplice secondo il 80% degli atleti e il 90% dei gestori, e negli ultimi 2-3 anni l'impiego di integratori sarebbe aumentato secondo il 50-60% degli intervistati. Vi sarebbero aumenti anche per il consumo di altre sostanze dopanti secondo il 40-45% degli intervistati.

L'INTERVISTA- Ma gli integratori alimentari migliorano davvero le prestazioni degli atleti? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano. "Non ci sono prove perchè in realtà il problema dal punto di vista del doping si punisce chi attenta alla lealtà facendo cose che sono proibite proprio perchè rappresentano la possibilità vera o non vera di prendere un vantaggio rispetto ad altri attraverso sistemi che non sono l'allenamento. Ma non esistono integratori utili che aiutano l'organismo". E sulla composizione: "Sono fatti da vitamine, amminoacidi e prodotti sitentici. Ma non sono utili. Basta una dieta varia ed equilibrata. Non c'è bisogno di utilizzarli. Ad esempio l'uso della vitamina C sintetica può portare danni renali". E infine sulla vendita online: "La propaganda e l'ignoranza che si ha nel ritenere che le vitamine faccian sempre bene fa si che vengano utilizzati. Eppure basterebbe un'alimentazione varia ed equilibrata. Non c'è biosogno di altro".

LA REPLICA DELL'AIIPA - Con riferimento alla notizia “Integratori alimentari per un italiano su due. Ma non servono e fanno male" pubblicata, AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) desidera esprimere alcune precisazioni per fare chiarezza in merito ad alcune informazioni da voi riportate. Innanzitutto l’accostamento tra integratori alimentari e farmaci o addirittura droghe illegali è scorretta e crea non solo confusione nei consumatori ma reca anche un pesante danno all’immagine dell’intero comparto. "Gli integratori e i prodotti per gli sportivi sono costituiti, oltre che dall’acqua, da macronutrienti (carboidrati, grassi, sostanze proteiche), da micronutrienti (vitamine, minerali, antiossidanti) e non possono essere certo confusi con i farmaci (diuretici, steroidi anabolizzanti) o con le droghe (cocaina)" sottolinea il Prof. Enrico Arcelli del Dipartimento di Scienze dello Sport, Nutrizione e Salute dell’Università di Milano . "Affermare che gli integratori non siano utili, significa prima di tutto sostenere che negli sportivi non possano esistere carenze di acqua, di macronutrienti o di micronutrienti, la qual cosa, come sa bene chi si occupa di atleti, non è vera. Infatti l’assunzione di integratori può costituire la via più efficace per porre rimedio ad un problema o per prevenirne l’insorgenza". Gli integratori alimentari sono alimenti e non possono contenere sostanze farmacologicamente attive. Sono ampiamente normati ed è garantita la sicurezza d’uso alle dosi consigliate. Gli integratori alimentari e i prodotti per sportivi presenti sul mercato italiano nei canali autorizzati sono fabbricati nel pieno rispetto della normativa vigente e devono essere notificati al Ministero della Salute: tale procedura rappresenta un valido sistema per accertare l'idoneità della composizione e delle indicazioni in etichetta, comprese le eventuali avvertenze, conformemente alle specifiche Linee guida ministeriali, che ne delineano i criteri di composizione e di etichettatura (www.salute.gov.it). AIIPA, a cui aderiscono le maggiori aziende del settore, è da sempre attiva nel sostenere lo sviluppo di un quadro normativo nazionale/comunitario in linea con l’evoluzione delle conoscenze scientifiche, che risponda alle aspettative degli operatori, fermo restando i più elevati standard di tutela del consumatore. Nel ringraziare per l’attenzione, rinnoviamo l’invito ad annoverare AIIPA quale fonte sul settore e rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.

Di Floriana Rullo 

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