Febbre suina/ E le case farmaceutiche si arricchiscono
Festeggiano le cause farmaceutiche per il panico scatenato dall'influenza suina. Dopo essersi arricchite con la Sars e l'aviaria negli anni scorsi, ora tocca al nuovo allarme "maiali" con virus. Chugai ieri ha chiuso a +14%, Roche a +3,51%, Glaxosmithkline +6,95%. Le tre case farmaceutiche stanno beneficiando dell'effetto psicologico indotto dall'allarme pandemia mentre i mercati globali crollano per lo stesso motivo.
Gli analisti prevedono un aumento delle vendite di prodotti contro gli stati di raffreddamento e influenzali. Chugai e Roche commercializzano il Tamilfu, Glaxosmithkline commercializza il Relenza, ma opera pure nel campo dei vaccini anti-pandemia. Nella disastrosa giornata odierna GlaxoSmithKline guadagna l'1% e Roche lo 0,4% mentre Piazza Affari perde il 2,6%. Che vuol dire? Forse che si innesca un meccanismo che scatena la paura e arricchisce qualcuno? Vi ricordate come finì con la Sars e l'aviaria? Se ne parlò a non finire per scoprire in concreto che c'era stato poco o nulla.
Gli affari sono affari, insomma, anche di fronte all'influenza suina. Roche e GlaxoSmithKline se ne avvantaggiano. Il Tamiflu della prima casa farmaceutica e il Relenza della seconda sono infatti entrambi farmaci raccomandati per l'influenza e si sono dimostrati efficaci contro campioni virali della nuova malattia, che in Messico sta uccidendo. E di fronte alla paura si compra senza pensare se il farmaco è davvero utile o meno. Intanto ce l'ho...



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