Influenza, in arrivo il picco. A letto 5 milioni di italiani. L'intervista
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Secondo Rezza, "non devono spaventare i casi gravi e mortali: sono previsti anche quelli e rappresentano una piccolissima percentuale. Non bisogna estremizzare mai, nemmeno quando muore una persona famosa", come la animal trainer del film Harry Potter, che sempre in Gb ha perso la vita a 26 anni per colpa dell'influenza, "e ricordarsi che se si consiglia la vaccinazione alle persone a rischio è proprio per evitare complicanze". Malati cronici in testa, dunque, "chi deve vaccinarsi può ancora farlo - dice Rezza - perché il picco è atteso, appunto, per fine gennaio inizio febbraio. Per sviluppare anticorpi ci vogliono due settimane: quindi sì, c'è ancora tempo per vaccinarsi".
L'INTERVISTA - Ma che tipo di influenza ci dobbiamo aspettare? "Non sarà l'influenza A dello scorso anno, ma attenzione, perchè il virus H1N1 è ancora in circolazione e in questa stagione si mischia con altri due virus". Affaritaliani.it ha intervistato Fabrizio Pregliasco, professore di virologia all'università di Milano, che dà una serie di consigli per distinguere le forme virali da un semplice raffreddore o un mal di gola.
Prima di tutto. Che cosa è l'Australiana?
"Come ogni anno i virus si modificano. E' ormai da anni che ce n'è più di uno, una specie di band. Solo lo scorso anno c'è stato un solista, la famosa H1N1. Quest'anno ci aspettiamo tre virus, che si stanno vedendo in questo momento in Australia. L'influenza, possiamo dire, segue i momenti peggiori dei diversi paesi. In funzione di questo cerchiamo di prevedere ci capiterà rispetto a quanto sta capitando o è già capitato in Australia".
E che cosa ci capiterà?
"Non ci sarà paura di una pandemia. Il problema sarà la band dei tre virus. Sempre l'H1N1, che ha perso però la classificazione di pandemico, ma ha ancora forza per colpire. In Australia sta continuando a colpire. E' una storia che impariamo dal passato. Le pandemie non si esauriscono in un anno e anzi, ci potrebbero essere anche nuove ondate peggiori delle prime, ancora più brutte."
Con nuovi morti?
"Sì, esatto. Anche se i morti ci sono sempre per l'influenza".
Quali sono gli altri due elementi della "band" di virus?
"Due virus Australiani. L'H2N2 Perth e B/Brisbane. Certo, una persona non si accorgerà di aver beccato l'uno o l'altro virus. Ormai anche il virus pandemico si comporta come tutti gli altri. Ma l'importante è che le persone capiscano che l'influenza vera e propria si riconosce per tre cose."
Ci dica. 
Fabrizio Pregliasco
"Inizio brusco della febbre oltre i 38. La presenza di sintomi generali sistemici, dolori muscolari, senso di stanchezza e di spossatezza e presenza di sintomi respiratori, tra cui tosse e naso chiuso".
Ma allora qual è la differenza tra la vera influenza e quella "finta".
"Semplicemente ci devono essere queste tre caratteristiche insieme e in contemporanea. Altrimenti non si tratta di influenza ma di forme parainfluenzali".
Forme leggere che possono essere curate con farmaci da banco. Lei che cosa consiglia?
"Le infezioni respiratorie dell'inverno vanno sempre curate di primo acchito con l'automedicazione. L'opzione dll'antivirale c'è solo se c'è una diagnosi medica di influenza. E l'antivirale non è neanche utile per tutti, ma solo nel soggetto fragile. Per tutte le forme leggere, mai usare l'antibiotico perché non serve. Le forme invernali di infezioni respiratorie sono nel 99% dei casi di origine virale e l'antibiotico non serve. Può servire solo se le cose non migliorano in 4-5 giorni. Purtoppo l'uso di antivirali riduce le difese immunitarie e quindi in un soggetto fragile può portare delle complicanze. In quel caso serve l'antibiotico".
Picco a fine a gennaio dunque?
"Sì, tipicamente l'influenza parte quando c'è un'ondata di gran freddo e rimane per più tempo. Il periodo natalizio è quello più propizio, perché si viaggia di più, ci si bacia di più, si è più a rischio"
Vaccino si o no?
"Si, vacciniamoci in anticipo per poter avere una copertura prima del solito".
Ogni anno viene consigliato il vaccino per anziani e bambini. E per chi lavora in ufficio, in open space, in azienda, lei lo consiglia?
"Io lo consiglio per tutti. Il vantaggio della vaccinazione è diversificato. Nel soggetto giovane e sano può non essere una priorità. Ma se il suo lavoro lo mette a rischio e quindi lavora all'aperto oppure ha un bambino piccolo e fragile, allora è opportuno che lo faccia anche lui. E soprattutto se ha bisogno di lavorare, perché è un libero professionista o una casalinga. Per l'anziano e il soggetto fragile. Ricordiamoci che l'influenza è sempre la causa scatenante e che i morti dello scorso anno avevano problemi cardiaci o altri problemi gravi".
Si rischia anche quest'anno, insomma.
"Certo. Anche in una stagione più leggera come quella che ci aspetta, in cui non ci aspettiamo l'apocalisse, è sempre qualcosa che fa fuori 6-8mila morti. Dobbiamo abbassare i toni sull'influenza, rispetto allo scorso anno. Sapendo che comunque anche quella normale non è meno pericolosa".
Benedetta Sangirardi



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