L'influenza A torna a far paura. Il virogolo Pregliasco ad Affari: "Ci saranno altre vittime"

Freddo, gelo e influenza. Non solo quella stagionale. Anche l'H1N1, la conosciuta influenza A miete le sue vittime. Già 4 i decessi in Italia e molti i casi gravi in molti ospedali. Ma non è questione di geografia. In Europa ci sono stati decessi in Croazia, Bosnia e Slovenia. In Germania quattro calciatori e l'aiuto allenatore del Colonia, che milita nella massima serie, hanno contratto il virus. Sono stati messi "in quarantena". Partiti i controlli sui compagni. Il paese più colpito è l'Inghilterra: già 60 i casi accertati.
E in Italia? Ferruccio Fazio, il ministro della Salute, dice: "Non c'è nessun allarme". La situazione com'è davvero? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Fabrizio Presgliasco, virologo dell'Università di Milano: "L'esperienza del Nord Europa ci dice che purtroppo siamo ancora all'inizio di quella che potrà essere un ulteriore sequela di casi gravi in Italia. Quest'anno, rispetto allo scorso anno, anche a causa della pressione mediatica, si contano un maggior numero di decessi. L'influenza A è presente, lo sapevamo, ma, anche se declassata a malattia stagionale però è più cattiva e può dare complicanze più frequenti e rare. E ovviamente anche effetti più gravi. Bisogna però aspettarsi altri decessi. Il virus ha appena iniziato a colpire".
I più colpiti sono i bambini e gli adolescenti. "Bisogna sapere che il virus H1N1 si presenta insieme ad un mix di 2 virus stagionali di origine australiana. Soprattutto nelle persone più fragili. I segni tipici sono tre e perché sia vera influenza è necessario che siano presenti insieme: febbre improvvisa oltre i 38 gradi, sintomi generali (dolori muscolari, una grande stanchezza, debolezza) e sintomi respiratori come la tosse secca. In una o nell'altra tipologia di malattia. L'influenza A però può portare, soprattutto nei soggetti giovani, anche delle gravi difficoltà respiratoria, quindi non bisogna sottovalutare la patologia da cui si è affetti". Partenza a fine gennaio dunque ".Sì, tipicamente l'influenza parte quando c'è un'ondata di gran freddo e rimane per più tempo".
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FARMACI E PREVENZIONE - Ma quale la cura per guarire dall'influenza?
"La cura però è sempre la stessa: farmaci da banco per alleviare i fastidi, rivolgendosi al medico se dopo 4 o 5 giorni il problema non si è risolto". Sia che si tratti di influenza, sia si tratti di "raffreddore". "Si possono essere utili antinfiammatori e antipiretici per ridurre i dolori muscolari e la febbre quando sale oltre i 38 gradi, decongestionanti in spray. Gli antibiotici non servono, a meno che non ci sia anche un'infezione batterica oltre a quella virale"."In caso di influenza, però, bisogna restare a casa e riposare, per evitare di spargere il contagio e per riprendersi in fretta. E per prevenire" continua "ci si protegge solo con la prudenza, evitando gli sbalzi di temperatura, coprendo naso e bocca quando si è all'aperto, lavando spesso le mani e seguendo un'alimentazione ricca di frutta e verdura".
Ma non solo. L'influenza si può evitare con il vaccino. "Anche se si è in ritardo per vaccinarsi, si può ancora fare: occorrono però dieci giorni prima di avere una copertura completa. I bambini a rischio, ad esempio perché asmatici o diabetici, dovrebbero vaccinarsi, ma solo il 15 per cento lo fa. Nel caso dei bimbi non a rischio non ci sono raccomandazioni specifiche: si può optare per il vaccino, per esempio, se in casa ci sono anziani che potrebbero essere contagiati dai piccoli, ma anche per ridurre le assenze da scuola o per limitare il rischio di ricoveri, più alto fra 1 e 5 anni. Attenzione, però: l'influenza è colpevole del 20-30 per cento delle infezioni respiratorie nei bambini. Il resto è dovuto a sindromi simil-influenzali, da cui il vaccino non protegge"
Floriana Rullo



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