Arriva l'influenza: 5 milioni di italiani a letto
Freddo, gelo e influenza. L'inverno sull'Italia fa sentire i suoi effetti. E, anche se i casi finora non sono molti, già dai prossimi giorni le vittime dell'influenza stagionale dovrebbero aumentare. Le proiezioni parlano di una stagione di media intensità, in cui finiranno a letto dai 2 ai 5 milioni di italiani. Ma come colpirà quest'anno l'influenza? "I segni tipici sono tre e perché sia vera influenza è necessario che siano presenti insieme: febbre improvvisa oltre i 38 gradi, sintomi generali (dolori muscolari, una grande stanchezza, debolezza) e sintomi respiratori" spiega ad Affaritaliani.it Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano. "La febbre alta e improvvisa è il segno più tipico, spesso il primo a comparire: soltanto negli anziani e nei bimbi al di sotto di un anno l'influenza può manifestarsi con febbre non molto elevata. In realtà, in un caso su due chi crede di aver preso l'influenza è stato contagiato da uno dei tantissimi virus parainfluenzali che circolano in inverno".
FARMACI E PREVENZIONE - Ma quale la cura per guarire dall'influenza? "La cura però è sempre la stessa: farmaci da banco per alleviare i fastidi, rivolgendosi al medico se dopo 4 o 5 giorni il problema non si è risolto". Sia che si tratti di influenza, sia si tratti di "raffreddore". "Si possono essere utili antinfiammatori e antipiretici per ridurre i dolori muscolari e la febbre quando sale oltre i 38 gradi, decongestionanti in spray. Gli antibiotici non servono, a meno che non ci sia anche un'infezione batterica oltre a quella virale".
"In caso di influenza, però, bisogna restare a casa e riposare, per evitare di spargere il contagio e per riprendersi in fretta. E per prevenire" continua "ci si protegge solo con la prudenza, evitando gli sbalzi di temperatura, coprendo naso e bocca quando si è all'aperto, lavando spesso le mani e seguendo un'alimentazione ricca di frutta e verdura".
Ma non solo. L'influenza si può evitare con il vaccino, efficace all'80 per cento e in grado, se ci si ammala lo stesso, di ridurre i giorni di malattia. "Le vaccinazioni sono iniziate ai primi di ottobre, ma non è ancora troppo tardi per vaccinarsi: occorrono però dieci giorni prima di avere una copertura completa, per cui chi si vaccina adesso può non essere ancora protetto quando il virus comincerà a circolare con maggior vigore. I bambini a rischio, ad esempio perché asmatici o diabetici, dovrebbero vaccinarsi, ma solo il 15 per cento lo fa. Nel caso dei bimbi non a rischio non ci sono raccomandazioni specifiche: si può optare per il vaccino, per esempio, se in casa ci sono anziani che potrebbero essere contagiati dai piccoli, ma anche per ridurre le assenze da scuola o per limitare il rischio di ricoveri, più alto fra 1 e 5 anni. Attenzione, però: l'influenza è colpevole del 20-30 per cento delle infezioni respiratorie nei bambini. Il resto è dovuto a sindromi simil-influenzali, da cui il vaccino non protegge"
Floriana Rullo



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